Il Brasile introduce un nuovo quadro normativo per gli asset digitali, imponendo autorizzazioni più rigide ai fornitori di servizi. Le misure mirano a prevenire frodi, riciclaggio e attività illecite, rafforzando il ruolo del paese nel mercato crypto latinoamericano.
Lunedì 10 novembre, la Banca Centrale brasiliana ha pubblicato un nuovo insieme di norme rivolte alle società locali attive nel settore degli asset digitali, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la vigilanza contro attività illecite e ridurre i rischi legati al riciclaggio e alle frodi. Il provvedimento arriva in un momento in cui il mercato crypto nazionale continua ad espandersi, attirando sia investitori privati che istituzionali.
Secondo quanto comunicato dall’istituto, i fornitori di servizi di asset virtuali saranno d’ora in avanti tenuti a richiedere un’autorizzazione formale alla Banca Centrale per poter operare nel paese.
Il regolatore distingue tre principali categorie di operatori:
- Intermediari di asset virtuali;
- Depositari;
- Broker.
Ciascuna di queste categorie è pertanto soggetta a standard specifici.
Il nuovo quadro normativo estende ai servizi crypto requisiti già consolidati nel settore finanziario tradizionale, tra cui la tutela dei consumatori, la governance aziendale, i controlli interni, le misure di sicurezza e le pratiche di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo. Ciò implica che le società dovranno istituire sistemi strutturati di conformità e gestione del rischio, oltre a politiche di sicurezza informatica e protocolli di risposta agli incidenti. Solo le aziende che adotteranno procedure adeguate potranno ottenere la licenza operativa.
Una disposizione significativa riguarda l’acquisto o la vendita di stablecoin ancorate a valute fiat, così come l’uso di asset digitali nei trasferimenti internazionali: entrambe le attività rientreranno nel perimetro della regolamentazione valutaria. Inoltre, qualora un pagamento o trasferimento di asset virtuali coinvolga una controparte non autorizzata, la transazione sarà soggetta a un limite massimo di 100.000 dollari.
Gilnew Vivan, direttore della regolamentazione presso la Banca Centrale, ha dichiarato che le nuove norme sono state progettate per proteggere il mercato da truffe e attività criminali che sfruttano l’ecosistema delle criptovalute.
Le disposizioni entreranno in vigore a partire da febbraio 2026. Le aziende avranno a disposizione un periodo di nove mesi per adeguarsi pienamente ai nuovi requisiti. Le società non conformi entro novembre 2026 saranno obbligate a interrompere le proprie attività, secondo quanto riportato da CNN Brasile.
Il contesto in cui si inserisce questa riforma è particolarmente significativo: il Brasile è attualmente il mercato crypto più rilevante dell’America Latina. Secondo il Global Crypto Adoption Index di Chainalysis, nel 2025 si classificherà al quinto posto a livello mondiale, in crescita rispetto al decimo posto registrato nel 2024. Tra luglio 2024 e giugno 2025, il paese ha ricevuto 318,8 miliardi di dollari in criptovalute, rappresentando quasi un terzo dell’intera attività del continente.
A febbraio, il governatore della Banca Centrale Gabriel Galipolo ha osservato come l’utilizzo interno di criptovalute sia cresciuto significativamente negli ultimi tre anni, con circa il 90% dei flussi associati alle stablecoin, secondo dati riportati da Reuters.
Chainalysis ha commentato che, sebbene molti paesi dell’America Latina siano ancora in ritardo nell’implementazione di norme chiare e strutturate sul settore, il Brasile si distingue come uno dei paesi già dotati di un quadro regolatorio significativo. Secondo la società di analisi, con l’avvicinarsi di una regolamentazione più matura entro la fine del 2025, il Brasile continuerà a svolgere un ruolo centrale nel mercato crypto globale, sostenuto da un crescente interesse istituzionale.
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