È operativa la procedura per richiedere il bonus mamme (esonero dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice) destinato alle madri lavoratrici dipendenti del settore privato. La domanda va presentata entro il 6 dicembre per consentire il riconoscimento in busta paga e l’eventuale conguaglio dei mesi pregressi dell’anno in corso; le richieste inviate dopo tale data producono effetti solo dai periodi successivi, senza recupero automatico degli arretrati.
Cos’è il bonus mamme
È un esonero contributivo della quota INPS a carico della lavoratrice, riconosciuto direttamente in busta paga dal datore di lavoro, fino a un massimale annuo e per i soli periodi in cui esiste retribuzione imponibile (non si applica nei mesi senza contribuzione dovuta). L’agevolazione non richiede modifiche al contratto e, per la lavoratrice, si traduce in netto più alto a parità di lordo.
In sintesi: meno contributi trattenuti alla dipendente (entro i limiti previsti), stesso costo lordo per l’azienda.
Chi può richiederlo
- Lavoratrici dipendenti del settore privato (tempo indeterminato, incl. apprendistato; generalmente escluso il pubblico impiego).
- Madri con tre o più figli: beneficio attivabile fino a quando il figlio minore non raggiunge la maggiore età.
- Madri con due figli: agevolazione prevista nelle annualità in cui la norma la consente, fino a quando il figlio minore non compie 10 anni.
- Spettano i mesi in cui sussiste rapporto di lavoro dipendente e retribuzione imponibile.
Attenzione: eventuali periodi di sospensione senza retribuzione (es. aspettative non retribuite) non generano esonero. Nei periodi coperti da indennità a carico INPS (es. maternità) l’applicazione segue le regole di computo dei contributi dovuti.
Come si presenta la domanda (passo per passo)
- Accesso al portale INPS con SPID/CIE/CNS (oppure tramite patronato).
- Compilazione dell’istanza:
- dati anagrafici della richiedente;
- codici fiscali di tutti i figli (con indicazione del minore);
- dati del datore di lavoro (ragione sociale, sede, codice fiscale) e, se richiesto, CCNL applicato;
- eventuali informazioni su part-time e variazioni contrattuali.
- Invio e protocollazione: il sistema rilascia una ricevuta (spesso con codice identificativo).
- Comunicazione al datore di lavoro: trasmettere ricevuta e dati necessari per l’esposizione in UniEmens e l’applicazione in busta paga.
Se si cambia datore di lavoro durante l’anno, occorre aggiornare la domanda e fornire i nuovi riferimenti aziendali.
Decorrenza e conguagli
- Domande entro il 6 dicembre: il datore può applicare il beneficio sui cedolini dei mesi residui dell’anno e procedere ai conguagli dei mesi spettanti già maturati.
- Domande dopo il 6 dicembre: l’agevolazione decorre dal mese successivo alla domanda, senza automatismo sul recupero dei mesi precedenti.
- In caso di più rapporti (es. part-time in aziende diverse), il beneficio non si duplica: va coordinato indicando il rapporto principale su cui applicarlo.
Importi e limiti
- L’esonero opera sulla quota contributiva a carico della lavoratrice fino a un tetto annuo (riproporzionato su base mensile).
- Non incide sulla retribuzione lorda contrattuale né sui contributi a carico del datore.
- L’effetto in busta paga varia in funzione di imponibile, orario (full/part-time) e mesi spettanti.
Esempio tipico: su retribuzioni lorde medie, il beneficio può valere decine di euro/mese fino a qualche centinaio/anno, entro il massimale.
Documenti da tenere pronti
- Documento di identità e SPID/CIE/CNS.
- Codici fiscali dei figli.
- Dati aziendali (codice fiscale, sede, recapiti HR/payroll).
- Eventuali certificazioni richieste dal portale (stato di famiglia autodichiarato, ecc.).
FAQ rapide
Vale per il pubblico impiego?
In generale no: la misura è pensata per il settore privato.
Se sono in maternità obbligatoria?
Il trattamento segue le regole dei contributi dovuti per quel periodo; verifica con HR/payroll la quota applicabile.
Se cambio azienda a novembre?
Aggiorna la domanda con i nuovi dati del datore e consegna subito la ricevuta per non perdere mensilità utili.
Serve rifare la domanda ogni anno?
In caso di variazioni (numero/età figli, datore, orario) sì; altrimenti, verificare le istruzioni INPS per l’anno successivo.