Il Gruppo Campari accelera nel percorso di razionalizzazione del portafoglio e annuncia un’operazione di peso nel segmento spirits: Amaro Averna e Mirto di Sardegna Zedda Piras passano a Illva Saronno Holding, società proprietaria, tra gli altri, dell’iconico Disaronno e degli storici vini siciliani Florio e Duca di Salaparuta. Il valore complessivo dell’accordo è pari a 100 milioni di euro, con closing previsto entro la prima metà del 2026.
Una NewCo per conferire marchi, impianti e asset
La transazione prevede la creazione di una NewCo nella quale verranno conferite le attività legate ai due brand. Nel perimetro dell’operazione rientrano, oltre alla proprietà intellettuale e al magazzino dei prodotti finiti, anche alcuni dipendenti, l’avviamento e diversi accordi contrattuali collegati ai business.
Passano inoltre gli stabilimenti produttivi: quello di Caltanissetta in Sicilia (legato ad Averna) e quello di Alghero in Sardegna (per Zedda Piras), un elemento che rende l’acquisizione non solo un trasferimento di marchi, ma un passaggio industriale strutturato.
Accordi transitori: produzione e distribuzione “a ponte”
Nella fase di transizione, le parti hanno definito un assetto “ponte” per garantire continuità operativa. È previsto un accordo temporaneo per le attività di blending e imbottigliamento di Averna presso lo stabilimento italiano di Campari a Canale, oltre a un contratto di distribuzione temporaneo: Campari continuerà a commercializzare Averna e Zedda Piras in alcuni mercati (tra cui Germania, Austria e Svizzera) prima del passaggio alla struttura commerciale di Illva Saronno.
Perché Campari vende: focus sui core brand e riduzione della leva
L’operazione si inserisce nella strategia con cui Campari punta a semplificare il business, concentrarsi su meno marchi ma più forti e contribuire alla riduzione della leva finanziaria. La vendita di Averna e Zedda Piras rappresenta quindi un tassello ulteriore nel riassetto annunciato negli ultimi mesi, dopo altre operazioni di dismissione già comunicate nel corso del 2025.
Perché Illva Saronno compra: sinergie tra spirits e “italian heritage”
Dal lato acquirente, Averna e Zedda Piras arricchiscono un portafoglio già fortemente posizionato sul premium italiano. Averna, nato nel 1868, è tra gli amari italiani più conosciuti a livello internazionale, con una quota rilevante di vendite all’estero (in particolare in mercati come Stati Uniti e area DACH). Zedda Piras, con origini ottocentesche, è invece più radicato sul mercato domestico e rappresenta un prodotto identitario del segmento mirto.
L’integrazione dei due brand nel perimetro Illva Saronno può creare sinergie commerciali e rafforzare la presenza nel mondo degli spirits, affiancando un marchio globale come Disaronno e le storiche etichette enologiche siciliane.
Un passaggio che ridisegna la mappa degli amari in Italia
La cessione di Averna ha anche un valore simbolico: è uno dei nomi più riconoscibili del comparto amari, e il suo trasferimento da Campari a Illva Saronno segna un riassetto significativo in un mercato che negli ultimi anni è tornato centrale nelle strategie dei grandi gruppi grazie alla crescita della mixology e alla riscoperta dei prodotti “heritage”.
Con questa operazione, Campari procede nel riordino del proprio portafoglio, mentre Illva Saronno consolida la sua posizione come polo italiano sempre più rilevante nel settore spirits e vini premium.