Per molti appartenenti alla Generazione Z (nati tra il 1995 e il 2010) la carta di credito non è più un simbolo di autonomia, né uno strumento “naturale” per gestire le spese. Al contrario, viene spesso percepita come un prodotto costoso, rischioso e poco coerente con un’idea di consumo più controllato. Il risultato è un cambio di abitudini che sta ridisegnando il mercato dei pagamenti: meno credito tradizionale, più carta di debito, pagamenti da smartphone e Buy Now Pay Later (BNPL).
I numeri che raccontano la tendenza
Le rilevazioni più recenti indicano che:
- oltre il 50% della Gen Z rifiuta l’idea di possedere una carta di credito;
- il 63% dichiara di preferire metodi alternativi, in particolare la carta di debito.
Non è solo una questione di preferenze: è un cambiamento culturale che coinvolge il modo in cui i giovani pensano al denaro, al debito e al controllo delle spese.
Perché la carta di credito “non convince” più
1) Più controllo, meno rischio di indebitamento
La carta di debito ha un vantaggio immediato: spendi quello che hai.
Per chi è cresciuto con app bancarie, notifiche in tempo reale e budgeting digitale, la carta di credito può sembrare il contrario: uno strumento che “sposta in avanti” il conto, aumentando la possibilità di perdere il controllo.
2) La percezione del credito è cambiata: da status a “problema”
Per generazioni precedenti la carta di credito era spesso un traguardo (status, affidabilità, accesso a servizi). Per molti giovani oggi è associata a:
- rischio interessi e costi,
- complessità di gestione,
- paura di “scivolare” in debiti non pianificati.
3) Effetto pandemia: cashless normalizzato
La pandemia ha accelerato l’adozione dei pagamenti digitali: carte, smartphone, wallet. Per una fascia giovane già abituata al digitale, la carta di credito non è più indispensabile: la quotidianità si risolve con debito + app.
Italia: cresce il debito (e crescono i pagamenti digitali)
Anche nel nostro Paese il trend va nella stessa direzione: negli ultimi anni c’è stata una forte crescita dei pagamenti con carte di debito e bancomat.
Tra 2020 e 2024:
- le operazioni con carta di debito sono cresciute del +132%;
- il valore complessivo delle transazioni ha superato i 260 miliardi di euro;
- il volume è aumentato del +85,7%.
In parallelo, i pagamenti digitali sono ormai diffusi: circa il 76% degli italiani utilizza strumenti cashless anche per importi contenuti.
BNPL: il “credito senza carta di credito” che piace alla Gen Z
Il punto di svolta si chiama spesso Buy Now Pay Later: pagare a rate in modo semplice, direttamente online, senza passare dalla carta di credito tradizionale.
Negli ultimi 12 mesi (ottobre 2023 – ottobre 2024) il BNPL è cresciuto del +34,2%. La Gen Z da sola rappresenta circa il 29,3% delle richieste, con una prevalenza femminile (59%) e un utilizzo molto frequente nel comparto abbigliamento.
Per molti giovani è la soluzione “perfetta”:
- rate leggere e immediate,
- meno burocrazia percepita,
- più “controllo” grazie a scadenze e app.
Cosa significa per banche, fintech e retail
Questo cambio di rotta sta spingendo il mercato verso:
- conti e carte debit-centriche, integrate con app di gestione spese;
- esperienze “1-click” e pagamenti via wallet;
- maggiore concorrenza su UX, trasparenza costi e funzionalità (limiti, salvadanai, alert);
- BNPL sempre più usato come leva commerciale dai negozi, online e fisici.
Un consiglio pratico: BNPL sì, ma con regole chiare
Il BNPL può essere utile, ma il rischio è sommare tante micro-rate e perdere la visione d’insieme. Tre regole semplici:
- massimo una o due rateizzazioni attive alla volta;
- controlla sempre scadenze e penali;
- considera le rate come spese fisse: se non rientrano nel budget, meglio rinviare l’acquisto.