Arriva una notizia importante per le imprese che hanno programmato investimenti nel Mezzogiorno: per il credito d’imposta ZES Unica 2025 la percentuale effettivamente fruibile scende a poco più del 60% rispetto al beneficio teorico richiesto. In altre parole, a fronte di un credito “maturato” in base alle regole, le aziende potranno utilizzarne in compensazione fiscale solo una quota ridotta.
Diverso, invece, il quadro per le ZLS (Zone Logistiche Semplificate), dove l’incentivo non subisce riduzioni e rimane pienamente fruibile, senza il taglio percentuale registrato per la ZES.
Perché il credito ZES si riduce: domanda superiore alle risorse
Il meccanismo è lo stesso già visto in altri anni: lo Stato mette a disposizione un plafond di risorse e, se le richieste superano il budget, la percentuale di credito utilizzabile viene ridimensionata per tutti i beneficiari.
Nel 2025 la distanza tra risorse disponibili e domanda “certificata” dalle comunicazioni delle imprese ha portato a determinare un coefficiente di riparto che limita l’utilizzo del credito a circa sei decimi del valore richiesto.
Cosa significa in pratica per le imprese
Per chi ha presentato correttamente la domanda ZES Unica e ha investimenti ammissibili:
- il credito non viene cancellato, ma ridotto proporzionalmente;
- la compensazione in F24 sarà possibile solo entro la percentuale riconosciuta;
- la pianificazione finanziaria va aggiornata, perché una parte del beneficio atteso non si trasformerà in sconto fiscale.
Questo impatta soprattutto le aziende che avevano impostato cash flow e piani di investimento contando su una copertura piena (o quasi piena) dell’agevolazione.
Le regioni più attive e l’effetto “corsa agli investimenti”
Il taglio al credito è anche un indicatore: la misura continua a essere molto richiesta e in alcune aree la risposta delle imprese è stata particolarmente forte. In genere, le regioni del Sud con maggiore densità industriale e una catena di fornitura più strutturata risultano quelle con la quota più alta di investimenti agevolati.
ZLS: incentivo confermato senza riduzioni
Nel frattempo, per gli investimenti nelle Zone Logistiche Semplificate, la situazione è più favorevole: l’incentivo risulta pienamente riconosciuto, senza la riduzione percentuale che colpisce la ZES Unica.
È un elemento che potrebbe influenzare le scelte strategiche di diverse aziende, soprattutto quelle che operano nella logistica, nei poli portuali e nelle aree produttive collegate alle ZLS: in presenza di un’agevolazione “intera”, la leva fiscale diventa più prevedibile e più semplice da incorporare nei piani.
Cosa conviene fare adesso
Per le imprese interessate, la priorità è operativa:
- Verificare la percentuale effettiva applicabile al proprio credito ZES e ricalcolare il beneficio reale.
- Aggiornare il piano economico-finanziario dell’investimento, soprattutto se il credito era parte della copertura.
- Valutare, per investimenti futuri, se esistono condizioni tecniche e territoriali per rientrare in ZLS o in altre misure cumulabili (nel rispetto delle regole sugli aiuti).
- Tenere d’occhio le finestre temporali e gli adempimenti formali: in questi incentivi, errori documentali o ritardi possono compromettere la fruizione.