Citi avvia insieme con Coinbase un test sui pagamenti in stablecoin, accelerando l’adozione istituzionale del dollaro digitale. La banca mira a integrare transazioni on-chain rapide ed efficienti, in un mercato delle stablecoin che potrebbe valere 4.000 miliardi entro il 2030.
La banca statunitense Citi compie un passo decisivo nel settore dei pagamenti digitali collaborando con Coinbase per testare transazioni basate su stablecoin, segnando un momento cruciale nell’adozione del denaro costruito su blockchain da parte di Wall Street.
La partnership arriva in un contesto di crescente interesse istituzionale, alimentato dall’approvazione del GENIUS Act all’inizio dell’anno, che ha definito un quadro normativo federale per le stablecoin e che entrerà pienamente in vigore nel 2027.
Con il mercato delle stablecoin previsto in espansione fino a raggiungere una potenziale valutazione di 4.000 miliardi di dollari entro il 2030, la scelta di Citi la posiziona tra le prime istituzioni finanziarie tradizionali a cercare un ruolo attivo nella futura infrastruttura globale dei pagamenti.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, la collaborazione con Coinbase mira a semplificare il trasferimento di fondi tra sistemi finanziari fiat tradizionali e reti crittografiche, con particolare attenzione ai clienti istituzionali.
Debopama Sen, responsabile dei pagamenti di Citi, ha sottolineato come la richiesta di soluzioni transazionali “più rapide, programmabili ed efficienti” sia in costante crescita tra le aziende, che oggi chiedono maggiore flessibilità, accesso 24/7 e possibilità di automazione nelle procedure di regolamento. Citi ritiene che proprio le stablecoin rappresentino il mezzo più efficace per integrare tali funzionalità nei sistemi di pagamento globali.
Strategia istituzionale verso i dollari tokenizzati
L’interesse di Citi per le stablecoin si inserisce in una strategia più ampia di esplorazione degli asset digitali. Solo un mese fa, la banca ha rivisto al rialzo le proprie previsioni sul mercato del dollaro tokenizzato, stimando una crescita dagli attuali 315 miliardi di dollari fino a 4.000 miliardi entro il 2030. L’adozione istituzionale si sta muovendo rapidamente: Citi non è sola. JPMorgan e Bank of America stanno già sviluppando soluzioni proprietarie legate ai pagamenti digitali, e persino Jamie Dimon, CEO di JPMorgan e in passato forte critico delle criptovalute, ha confermato l’interesse della banca nelle iniziative sulle stablecoin.
L’ottimismo degli investitori è stato inoltre rafforzato dal debutto in borsa di Circle, emittente della stablecoin USDC, che ha registrato un aumento del 167% nel suo primo giorno di quotazione e una valutazione attuale di circa 35 miliardi di dollari, a dimostrazione della crescente fiducia verso asset digitali regolamentati e pienamente collateralizzati.
Coinbase come infrastruttura per il settore bancario globale
Coinbase detiene un ruolo centrale, supportando oltre 250 banche e istituzioni con servizi che spaziano dalla custodia allo staking, fino al trading spot e derivati. Brian Foster, responsabile del servizio crypto-as-a-service, ha sottolineato l’impegno dell’azienda nello sviluppare uno stack tecnologico conforme agli standard istituzionali.
La crescente domanda di servizi crypto è guidata da tre fattori principali: l’incremento dei pagamenti in stablecoin, il forte interesse per gli asset tokenizzati e l’adozione degli ETF sulle criptovalute.
Il mercato convalida questa tendenza: i volumi di pagamenti basati su stablecoin hanno raggiunto oltre 10 miliardi di dollari ad agosto, superando i 6 miliardi di febbraio e raddoppiando il volume dell’agosto 2024. Se il ritmo si mantiene, i volumi annuali supereranno i 120 miliardi di dollari.
Le stablecoin attraggono le aziende grazie al loro potenziale di rendimento e alla movimentazione più rapida dei capitali, fattori che rafforzano la fiducia nei “dollari digitali” e ne stimolano la crescita globale.
Recensioni fornite in maniera indipendente da un nostro partner come da accordo commerciale tra le due parti. Informazioni riservate ad un pubblico maggiorenne.