Giornata nera per Ferrari a Piazza Affari. Il titolo della casa di Maranello ha subito un pesante calo, arrivando a perdere oltre il 14% nelle prime ore di contrattazione. Una reazione violenta del mercato, che ha accolto con freddezza il nuovo piano strategico al 2030 presentato dal gruppo.
Obiettivi al 2030: crescita più lenta del previsto
Durante l’atteso incontro con gli investitori, Ferrari ha illustrato la propria visione di lungo periodo, con previsioni di ricavi netti attorno ai 9 miliardi di euro entro il 2030 e un EBITDA rettificato di circa 3,6 miliardi.
Numeri solidi, ma ritenuti da molti analisti troppo prudenti rispetto alle aspettative del mercato e ai target annunciati nei piani precedenti, che prevedevano ritmi di crescita più sostenuti.
A deludere ulteriormente gli investitori è stata anche la revisione del piano di elettrificazione: entro il 2030, le vetture completamente elettriche rappresenteranno solo il 20% della gamma, contro il 40% stimato in passato. Una scelta interpretata come un rallentamento rispetto alla direzione intrapresa da altri marchi del lusso e del settore automotive.
Reazioni e analisi
Il mercato non ha tardato a reagire: dopo un avvio incerto, le vendite si sono intensificate rapidamente, portando il titolo ai minimi degli ultimi mesi e costringendo a più riprese le autorità di Borsa a sospendere temporaneamente le contrattazioni per eccesso di ribasso.
Gli investitori sembrano aver punito non tanto i risultati attuali — che restano robusti e con una redditività tra le più alte del comparto — quanto la mancanza di slancio in una prospettiva di lungo periodo.
La sensazione è che Ferrari stia scegliendo una strada più prudente, puntando su esclusività e artigianalità piuttosto che su un’espansione aggressiva e tecnologica.
Il futuro secondo Maranello
Nonostante la reazione negativa, il piano conferma la volontà di mantenere saldo il posizionamento nel lusso automobilistico, con un incremento progressivo della redditività e una forte attenzione alla sostenibilità finanziaria.
Previsti anche dividendi più generosi e un nuovo programma di buyback azionario, segnale di fiducia nella solidità patrimoniale del gruppo.
Un titolo sotto osservazione
I prossimi giorni saranno cruciali per capire se si tratta di una reazione emotiva del mercato o dell’inizio di una correzione più profonda.
Ferrari resta una delle aziende simbolo del made in Italy e un marchio di prestigio mondiale, ma il messaggio arrivato dagli investitori è chiaro: per convincere, serve una visione più audace e una maggiore spinta verso l’innovazione del futuro.