Nel 2026 potrebbero arrivare nuove forme di tassazione agevolata per i lavoratori dipendenti, con l’obiettivo di aumentare il netto in busta paga su alcune voci specifiche: premi di produttività, maggiorazioni per lavoro notturno e festivo, aumenti legati ai rinnovi contrattuali e alcune componenti accessorie (in particolare nel pubblico impiego). L’impostazione è quella della cosiddetta “flat tax”: non su tutto lo stipendio, ma su determinate parti della retribuzione.
Cosa significa “flat tax” in questo caso
Non si tratta di una tassa piatta applicata allo stipendio complessivo. L’idea è più mirata: alcune somme che oggi vengono tassate con Irpef ordinaria + addizionali (e quindi con aliquote progressive) verrebbero tassate con una imposta sostitutiva più bassa.
Il risultato atteso è un aumento del netto, soprattutto per chi ha una parte variabile della retribuzione legata a turni, straordinari o premi.
Le principali novità previste: quali voci diventano “agevolate”
1) Premi di risultato (produttività): più spazio e aliquota più bassa
La misura che può avere l’effetto più “visibile” riguarda i premi di produttività: l’aliquota sostitutiva viene ulteriormente ridotta e aumenta il tetto massimo del premio su cui applicare l’agevolazione. In poche parole: chi riceve bonus di risultato potrebbe trovare più soldi netti a parità di premio lordo.
Esempio rapido per capirci (solo imposta):
- Premio 3.000 €: con imposta all’1% paghi 30 € (anziché 150 € al 5%) → 120 € in meno di tasse
- Premio 5.000 €: con imposta all’1% paghi 50 € (anziché 250 € al 5%) → 200 € in meno di tasse
(Gli importi finali dipendono comunque da come viene strutturato il premio e dalle regole applicative.)
2) Festivi, notturni e riposi: tassazione agevolata sulle maggiorazioni
Un altro fronte riguarda le maggiorazioni per:
- lavoro notturno
- lavoro festivo
- attività svolta nei giorni di riposo
Su queste componenti retributive verrebbe applicata una tassazione sostitutiva specifica, con l’intento di rendere più conveniente (dal punto di vista del netto) per i dipendenti coprire turni e orari disagiati.
3) Rinnovi contrattuali nel privato: flat tax sugli incrementi
Nel settore privato è prevista una tassazione agevolata sugli aumenti retributivi legati ai rinnovi dei contratti collettivi. L’agevolazione sarebbe rivolta a una fascia di reddito specifica (tipicamente medio-bassa), proprio per massimizzare l’impatto sul potere d’acquisto.
4) Pubblico impiego: aliquota agevolata su una quota di accessorio
Per i dipendenti pubblici, l’intervento riguarda una parte del trattamento economico accessorio (quello legato a indennità e voci non fisse). È previsto un tetto massimo su cui applicare l’aliquota, così da concentrare l’effetto sui redditi ordinari.
5) Turismo: conferme sulle mance
Nel turismo proseguirebbe la tassazione agevolata sulle mance, con l’obiettivo di rendere più trasparente e conveniente l’emersione di queste somme e aumentare il netto per il personale interessato.
Chi ci guadagna di più
In generale, potrebbero beneficiare maggiormente:
- lavoratori che ricevono premi di produttività (azienda strutturata, obiettivi, contrattazione di secondo livello);
- chi lavora su turni (sanità, trasporti, logistica, servizi, produzione) e quindi incassa spesso notturni e festivi;
- dipendenti del privato che avranno aumenti contrattuali nel 2026 nella fascia di reddito prevista;
- categorie del turismo che percepiscono mance;
- dipendenti pubblici che ricevono accessorio entro il limite agevolabile.
Al contrario, chi ha uno stipendio quasi interamente “fisso” e poche voci variabili potrebbe vedere un impatto più limitato.
Cosa controllare sul cedolino per capire se rientri
Quando la misura sarà operativa, per capire se ti riguarda davvero, guarda queste voci in busta paga:
- “premio di risultato / produttività”
- “lavoro notturno”, “festivo”, “turnazioni”, “indennità turno”
- “aumenti contrattuali” (spesso evidenziati come incremento tabellare)
- nel pubblico: “accessorio”, “indennità”, “performance” (nomenclatura variabile)
Il punto chiave: non è una flat tax “per tutti”, ma per alcune componenti
Il messaggio da portare a casa è questo: non cambia l’Irpef di tutto lo stipendio, ma si prova ad aumentare il netto su pezzi specifici della retribuzione. Per molti lavoratori può essere un aiuto concreto, soprattutto se quelle voci (premi e turno) sono frequenti durante l’anno.