Verona, novembre 2025 – Si è conclusa la prima fase di Foodtech Incubator, il programma nazionale promosso dal Verona Agrifood Innovation Hub (VAIH) in collaborazione con Eatable Adventures, nato per trasformare ricerca, spin-off e idee early-stage in startup agroalimentari ad alto potenziale. Sono stati selezionati i 10 progetti che entreranno nel percorso di incubazione 2025–2026, pronti a diventare le future imprese dell’innovazione AgriFoodTech in Italia.
Una call che supera le aspettative
La risposta alla Call4Projects è andata oltre le previsioni:
- 78 candidature ricevute
- provenienti da 13 regioni italiane
- forte presenza di progetti collegati a università, centri di ricerca e gruppi di ricercatori indipendenti
Questi numeri confermano l’esistenza di un bacino di innovazione molto ricco, che però ha bisogno di strumenti strutturati per trasformarsi in impresa e raggiungere il mercato. Uno degli obiettivi centrali del VAIH è proprio questo: rafforzare il tech transfer in ambito agroalimentare, creando un ponte tra laboratorio e industria.
La maggior parte delle candidature arriva dal Nord Italia, con il Veneto in testa (37,5%), seguito da Lombardia (10,7%) e Piemonte (8,9%).
Sul piano dei contenuti, i progetti si concentrano soprattutto su:
- Agricoltura e Produzione delle Colture (30%)
- Alimenti Salutari e Funzionali (17,5%)
- Attrezzature per l’Industria Alimentare (15,8%)
Il livello tecnico-scientifico è elevato:
- 30,4% dei progetti è in fase di prototipazione
- 28,5% in fase di ideazione
- 12,5% già a livello di Minimum Viable Product (MVP)
Significativo anche il dato sulla partecipazione femminile: il 37% dei team ha almeno una founder donna.
10 progetti per il futuro del food: dalle serre intelligenti ai pasti plant-based
I progetti selezionati spaziano dalla robotica ai sensori, dall’intelligenza artificiale alle biotecnologie, con l’obiettivo di ridurre sprechi, migliorare qualità e sicurezza, valorizzare gli scarti, aumentare la resilienza delle colture.
Ecco i 10 progetti che entrano nel percorso di incubazione:
AGRISKY – Roma, Lazio
Piattaforma intelligente per la coltivazione in serra: integra sensori, videocamere, sistemi robotici e la tecnologia proprietaria AGRI-EYE per monitorare piante e colture in tempo reale, riconoscendo parassiti e problemi 24/7. Obiettivo: interventi tempestivi, minori sprechi di risorse, maggiore qualità dei raccolti.
New Oil Factory – Torino, Piemonte
Guidata dalla CEO Cecilia Fiore, trasforma oli vegetali in oleogel naturali capaci di sostituire i grassi saturi in molti prodotti alimentari. Dessert, creme e alternative ai latticini diventano così più sane, sostenibili e con etichette “pulite”, senza additivi.
ScartUP – Roma, Lazio
Fondata da Virginia Milvia Temperini, valorizza gli scarti della produzione dell’olio, convertendoli in polifenoli destinati a alimenti, cosmetica e nutraceutica. Un modello di economia circolare che riduce i costi di smaltimento per i frantoi e crea nuove fonti di ricavo.
Superunit – Padova, Veneto
Propone HPMAP+, tecnologia non termica a CO₂ ad alta pressione per estendere la shelf life degli alimenti freschi senza comprometterne gusto, qualità e proprietà nutrizionali. Una valida alternativa ai trattamenti termici tradizionali, utile per ridurre sprechi e migliorare la sicurezza alimentare.
Altered Materials – Torino, Piemonte
Startup deep-tech che sviluppa nanocapsule biodegradabili per fertilizzanti e biostimolanti, in grado di rilasciare i principi attivi solo quando la pianta ne ha realmente bisogno. Si riduce così l’uso di fertilizzante, con minore impatto ambientale e coltivazioni più efficienti.
Agrichange – Udine, Friuli
Tecnologia innovativa per il trattamento dei semi che li rende più resistenti a salinità e siccità, due sfide cruciali nell’era del cambiamento climatico. Il processo è completamente sostenibile, non richiede acqua né energia, e si rivolge sia alle aziende agricole sia al mercato consumer.
Capio Robotics – Pisa, Toscana
Guidata dalla CEO Martina Maselli, sviluppa robot in grado di manipolare alimenti freschi e delicati con grande precisione. Pinze morbide sensorizzate e sistemi di visione 3D riducono sprechi e costi di manodopera, aumentando efficienza e qualità nella lavorazione.
SeminAI – Mantova, Lombardia
Piattaforma di intelligenza artificiale che digitalizza il quaderno di campagna, integrando dati da campo, magazzino, etichette e disciplinari. Genera piani di trattamento conformi alla normativa europea 2026, riducendo errori, semplificando la compliance e accelerando la transizione digitale in agricoltura.
Strainova – Verona, Veneto
Accelera la scoperta di nuovi microrganismi utili per alimenti fermentati, probiotici, agricoltura e trasformazione degli scarti grazie all’integrazione di tecnologie omiche. Supporta le aziende nello sviluppo di prodotti più innovativi e sostenibili lungo tutta la filiera.
LocoMeal – Vicenza, Veneto
Progetto ideato dallo chef Lorenzo Cogo, cuoco di terza generazione e più giovane chef stellato Michelin d’Italia. Offre pasti ready-to-eat plant-based ad alto contenuto proteico, disidratati e pronti in pochi minuti. Unisce cucina d’autore, praticità e sostenibilità, riducendo sprechi e conservanti, con focus su retail ed e-commerce.
Un ecosistema per l’innovazione agroalimentare
Per questi 10 progetti si apre ora un percorso che combina:
- mentorship scientifica,
- supporto nello sviluppo del business,
- accompagnamento imprenditoriale,
grazie alla rete di partner del Verona Agrifood Innovation Hub e a una community di imprese, ricercatori e investitori.
Il VAIH nasce dalla collaborazione tra Fondazione Cariverona, UniCredit, Eatable Adventures, Comune di Verona, Veronafiere, Confindustria Verona, Università degli Studi di Verona, Università di Padova, VASONGROUP e Mulino Padano, con il patrocinio di CREA e Federalimentare e il supporto di un Comitato Tecnico-Scientifico che include rappresentanti del CNR, di Confagricoltura Verona e delle università di Verona e Padova.
L’obiettivo è chiaro: posizionare Verona e l’Italia come hub strategico dell’innovazione foodtech, creando sinergie concrete tra ricerca, impresa e finanza e offrendo alle startup un ambiente capace di trasformare idee ad alto contenuto tecnologico in realtà di mercato.