Un anno in cui molte imprese hanno faticato a orientarsi tra nuove norme, Transizione 5.0 e un’ulteriore ondata di adempimenti legati alla sostenibilità. Fòrema, invece, ha scelto la direzione opposta: trasformare la complessità in valore, affiancando le aziende del Nord-Est non solo con percorsi formativi, ma con una regia completa capace di tradurre politiche industriali, bandi e incentivi in strumenti concreti per crescere.
La società di formazione e consulenza di Confindustria Veneto Est si avvia a chiudere l’esercizio 2025 con numeri che raccontano più di un bilancio: crescita a doppia cifra, redditività al 10% e soprattutto 47 milioni di euro generati a favore delle imprese, tra piani di transizione, fondi e progettualità finanziate. Un impatto che attraversa competitività, competenze, sostenibilità e lavoro.
Bilancio 2025: crescita, solidità e modello efficiente
Partiamo dai dati. Fòrema chiude l’anno con un fatturato di 9,5 milioni di euro, segnando un +11,6% rispetto al 2024. Un risultato che si inserisce in un percorso di crescita costante e che conferma un posizionamento sempre più forte sul territorio.
Anche la redditività evidenzia la solidità del modello: l’Ebitda raggiunge il 10%, segnalando un’organizzazione capace di coniugare espansione e efficienza, mantenendo un equilibrio “virtuoso” tra attività finanziate e libero mercato.
Non solo formazione: un abilitatore di risorse per il Nord-Est
Il punto distintivo, nel 2025, è che Fòrema non si è limitata a erogare corsi: si è proposta come abilitatore di risorse per il sistema produttivo, accompagnando le imprese nella gestione di strumenti complessi e spesso difficili da intercettare senza competenze specialistiche.
Transizione 5.0: oltre 32 milioni recuperati in crediti d’imposta
Durante l’anno, Fòrema ha affiancato decine di imprese nell’accesso ai contributi del Piano Transizione 5.0, consentendo di recuperare oltre 32 milioni di euro di crediti d’imposta destinati a investimenti in:
- efficienza energetica,
- auto-produzione da fonti rinnovabili,
- formazione green e digitale.
Un supporto decisivo, perché procedure, requisiti e rendicontazione rappresentano spesso un ostacolo per le aziende: senza un affiancamento strutturato, molte imprese rischiano di rinunciare o di non riuscire a completare correttamente l’iter.
Sostenibilità: 3 milioni di fondi europei e 70 bilanci supportati
La capacità progettuale si è tradotta anche nell’ottenimento di oltre 3 milioni di euro di finanziamenti europei per la sostenibilità. Grazie a queste risorse, Fòrema ha supportato più di 70 aziende nella redazione del bilancio di sostenibilità, sempre più richiesto dal mercato e dalla normativa e ormai elemento chiave per filiere, banche e stakeholder.
12 milioni gestiti tra Fondi interprofessionali e competence center
A completare il quadro, Fòrema ha gestito oltre 12 milioni di euro per conto delle imprese provenienti da:
- Fondimpresa,
- Fondirigenti,
- competence center nazionali.
L’obiettivo: offrire alle aziende una regia unica per partecipare a programmi complessi, rendicontare correttamente e, allo stesso tempo, costruire progetti di sviluppo e miglioramento coerenti con i bisogni reali.
Formazione: 30 mila persone e 45 mila ore erogate
Sul fronte della formazione, Fòrema conferma il suo ruolo capillare: nel 2025 oltre 30 mila persone hanno partecipato ai corsi, per un totale di circa 45 mila ore di formazione.
Le attività si concentrano principalmente tra Padova e Vicenza, ma raggiungono tutto il Veneto, con una crescita significativa di due aree in particolare:
- prevenzione e sensibilizzazione alla sicurezza,
- people management e servizi legati alla gestione e valorizzazione delle persone.
Particolarmente rilevanti anche i percorsi di ricollocamento attivo: l’80% dei partecipanti ha trovato lavoro entro sei mesi dal completamento dei corsi, un dato che misura l’efficacia del modello e il dialogo costante con le imprese.
Le dichiarazioni: “Impatto reale per imprese e persone”
«Generato un impatto positivo per le aziende e per le persone grazie a formazione e consulenza», sottolinea Enrico Del Sole, presidente di Fòrema. «Per noi la formazione non è una moda, ma un dovere verso il territorio e le generazioni future. Abbiamo messo a punto un modello che misura il ritorno sociale ed economico degli investimenti: ogni euro speso in competenze genera valore per l’impresa e per la comunità».
Lo sguardo è già al 2026: «Ampliare le sinergie tra sicurezza, sostenibilità e digitalizzazione, perché la competitività passa dall’innovazione responsabile. Avvieremo a breve un check-up per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle aziende e un assessment di maturità digitale dei processi produttivi e informativi, così da aiutare le imprese a comprendere il proprio livello di digitalizzazione e a definire piani di sviluppo. Questi percorsi potranno beneficiare di forme di finanza agevolata sperimentale e saranno gestiti in collaborazione con partner industriali e istituzioni».
Sulla stessa linea Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema: «Il nostro bilancio non è solo un numero: è l’impatto che generiamo per le persone e per le imprese che formiamo. La crescita economica ci permette di mettere a disposizione strumenti e risorse, ma la missione rimane costruire un modello di formazione innovativa, sostenibile e digitale».
E aggiunge: «Le imprese vivono una fase di grande trasformazione, in cui sostenibilità, digitalizzazione e transizione 5.0 non sono più opzioni ma condizioni necessarie per competere. Le aziende non cercano solo corsi, ma prospettive: ed è ciò che vogliamo offrire».
Un 2025 che vale più di un esercizio: la formazione come leva industriale
Il 2025 di Fòrema segna un passaggio chiaro: la formazione non è più (solo) un servizio, ma una leva industriale, capace di attivare risorse finanziarie, accompagnare l’adeguamento normativo, sostenere la trasformazione digitale e rendere la sostenibilità un vantaggio competitivo.
I numeri—9,5 milioni di fatturato, 10% di redditività, 30 mila persone formate, 47 milioni gestiti per le imprese—raccontano un anno di svolta. Ma soprattutto indicano una traiettoria: costruire competitività partendo dal capitale umano, con un modello che mette insieme competenze, strumenti e visione.