Come si possono usare al meglio dati e nuove tecnologie per combattere l’evasione fiscale senza sacrificare privacy e diritti dei cittadini? A questo interrogativo ha provato a rispondere il convegno “I sistemi informativi del fisco per il contrasto all’evasione fiscale. Nuovi strumenti e tutela del contribuente”, svoltosi alla Camera dei deputati su iniziativa della Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.
All’incontro, aperto dai saluti istituzionali del Presidente della Camera e del Presidente della Commissione, hanno partecipato esponenti del Governo, delle Autorità indipendenti, dell’Agenzia delle Entrate, della Guardia di Finanza, dell’Agenzia delle Dogane, della Banca d’Italia e del mondo accademico, coordinati dal vicedirettore de Il Sole 24 Ore Jean Marie Del Bo.
Dati, intelligenza artificiale e privacy: un equilibrio delicato
Nel corso dei lavori è stato ricordato come l’economia sommersa e l’evasione sottraggano ogni anno ingenti risorse alle casse pubbliche, con effetti negativi su chi le imposte le paga regolarmente. In questo scenario, banche dati integrate, interoperabilità dei sistemi e analisi avanzata delle informazioni sono indicati come strumenti decisivi per rendere l’azione del fisco più efficace, rapida e mirata.
Parallelamente, è stato ribadito un principio fondamentale: il contrasto all’evasione non può trasformarsi in una compressione dei diritti fondamentali dei contribuenti, a partire dalla tutela dei dati personali. Da qui l’esigenza di:
- regole chiare sull’uso dei dati,
- standard elevati di sicurezza informatica,
- controllo umano effettivo anche quando si utilizzano strumenti di intelligenza artificiale e algoritmi di rischio.
La Commissione di vigilanza ha ricordato di essere impegnata in una indagine conoscitiva sugli effetti della digitalizzazione in ambito tributario, con particolare attenzione all’integrazione tra banche dati pubbliche, sistemi di analisi automatizzata e garanzie costituzionali.
La riforma fiscale parla digitale
Nel suo intervento, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo ha illustrato il quadro della riforma fiscale, sottolineando come innovazione tecnologica e digitalizzazione siano trasversali a tutta la legge delega: dai principi generali alla disciplina dei tributi, fino al rapporto quotidiano tra fisco e cittadino.
Tra gli elementi richiamati:
- l’uso sempre più esteso di banche dati, fatturazione elettronica e tracciabilità dei pagamenti per individuare in modo selettivo le situazioni a rischio;
- il potenziamento di strumenti come cassetto fiscale e dichiarazioni precompilate, per semplificare gli adempimenti;
- lo sviluppo di piattaforme digitali per consultare in modo immediato norme e orientamenti interpretativi dell’Amministrazione, riducendo l’esigenza di interpelli;
- l’utilizzo di tecnologie avanzate anche per operazioni specifiche, come il riclassamento dei terreni, la gestione di tributi minori e i procedimenti doganali.
È stato sottolineato anche un cambio di paradigma: da un fisco che interviene solo ex post con gli accertamenti, a un rapporto più collaborativo e preventivo, fondato su strumenti come il concordato preventivo biennale e su controlli costruiti su liste selettive di contribuenti a maggior rischio.
Sicurezza informatica e protezione dei dati
Il primo panel, dedicato a tecnologia, sicurezza e privacy, ha visto confrontarsi Parlamento, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Sogei e Garante per la privacy.
I temi principali:
- necessità di infrastrutture robuste, in grado di proteggere le banche dati fiscali da attacchi informatici;
- definizione di limiti chiari a raccolta, accesso e conservazione delle informazioni, con trattamenti proporzionati alle finalità di legge;
- uso di IA e data analytics come leva di efficienza, ma nel rispetto di criteri trasparenti e con una supervisione umana in grado di prevenire errori sistematici e discriminazioni.
È stato ricordato che anche in ambiti particolarmente sensibili – come l’utilizzo di dati sanitari ai fini di controllo fiscale – la normativa prevede tutele rafforzate e possibilità di opposizione da parte dei cittadini.
Sistemi informativi e accertamento: efficienza vs garanzie
Nel secondo panel, dedicato all’uso dei sistemi informativi nell’accertamento tributario, i vertici di Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, Dogane, Banca d’Italia e rappresentanti del mondo accademico hanno evidenziato i vantaggi di un fisco che può contare su:
- dati aggiornati e omogenei in tempo reale;
- maggiore capacità di individuare i casi realmente a rischio;
- possibilità di aumentare il gettito spontaneo grazie a segnalazioni preventive e avvisi bonari più mirati, riducendo il numero di controlli generalizzati.
Al tempo stesso, è stato sottolineato come la maggiore “visibilità” sul contribuente comporti una responsabilità più alta per l’Amministrazione: selezionare con cura gli interventi, evitare duplicazioni eccessive nei controlli, spiegare chiaramente le richieste, garantire pienamente il diritto di difesa.
La dimensione europea e il “patto fiscale” con i cittadini
Nel dibattito è emersa anche la dimensione europea della sfida: la necessità di regole più omogenee in materia fiscale e di protezione dei dati per contrastare evasione ed elusione che si muovono oltre i confini nazionali.
Più relatori hanno richiamato il concetto di “patto di convivenza civile” che si fonda sul corretto pagamento delle imposte: la digitalizzazione, se ben regolata, può rendere questo patto più equo, trasparente e sostenibile, a condizione che resti chiaro un principio:
la tecnologia è uno strumento al servizio della legalità e non un fine in sé, e trova il suo limite nella tutela dei diritti fondamentali del contribuente.