IBM lancia la piattaforma “Digital Asset Haven” per integrare criptovalute e tokenizzazione nelle istituzioni USA. Custodia, pagamenti e accesso DeFi su 40 blockchain, con standard di conformità avanzati e infrastruttura enterprise.
IBM ha annunciato il lancio di una nuova piattaforma di criptovalute rivolta alle istituzioni statunitensi, segnando uno dei passi più significativi dell’azienda nel settore degli asset digitali e delle infrastrutture blockchain. Con questo progetto, IBM punta a diventare un attore centrale nell’integrazione tra finanza tradizionale e tecnologie distribuite, un ambito che sta acquisendo sempre più rilevanza nel panorama globale.
La piattaforma offrirà a imprese e organizzazioni governative servizi di custodia e pagamento in criptovalute, con un’implementazione prevista entro la fine dell’anno. L’obiettivo è semplificare l’adozione degli asset digitali, consentendo alle istituzioni di integrarli nei sistemi finanziari esistenti senza dover ricorrere a soluzioni esterne frammentate o tecnologicamente immature.
Il progetto, denominato Digital Asset Haven, permetterà l’accesso diretto ai rendimenti on-chain generati dai protocolli di finanza decentralizzata (DeFi) presenti su 40 reti blockchain pubbliche, fornendo al tempo stesso strumenti avanzati di conformità e gestione operativa. Queste funzionalità risultano cruciali per banche, fondi e istituzioni governative che devono rispettare normative severe e allo stesso tempo competere in un mercato finanziario in evoluzione.
Secondo l’annuncio ufficiale di IBM, la piattaforma sarà distribuita come servizio software-as-a-service (SaaS) nel quarto trimestre del 2025. Lo sviluppo è stato realizzato in collaborazione con Dfns, società specializzata in soluzioni di sicurezza per wallet digitali.
L’iniziativa si inserisce nel boom delle stablecoin e nella tokenizzazione degli asset reali (RWA), che sta attirando player tradizionali verso sistemi di regolamento su blockchain. IBM prevede una domanda in costante aumento, richiedendo infrastrutture con standard istituzionali di sicurezza, trasparenza e affidabilità.
Clarisse Hagège, CEO di Dfns, evidenzia l’evoluzione oltre la mera custodia: «Per integrare gli asset digitali nei sistemi bancari e nei mercati dei capitali, serve un’infrastruttura con i livelli di sicurezza e controllo della TradFi. Con IBM, abbiamo sviluppato una piattaforma che orchestra l’intero ecosistema degli asset digitali, abilitando il passaggio da progetti pilota a implementazioni globali su larga scala».
Le funzionalità principali di Digital Asset Haven includono un framework unificato per governance e policy, strumenti integrati per verifica dell’identità e antiriciclaggio (AML) e opportunità di generazione di rendimento tramite asset digitali, sostenute dall’infrastruttura di sicurezza enterprise di IBM.
L’interesse istituzionale verso gli asset tokenizzati è testimoniato dalla crescita del settore: le azioni tokenizzate hanno registrato un aumento del 220% a luglio, passando da una capitalizzazione di 1 miliardo a 100 miliardi di dollari tra il 2020 e il 2021, secondo Binance Research. Gli indirizzi blockchain che detengono tali asset sono saliti da 1.600 a oltre 90.000 nello stesso periodo, evidenziando un’espansione della domanda.
Al RWA Summit 2025 di Cannes, il co-fondatore di Chainlink, Sergey Nazarov, ha dichiarato che le transazioni conformi basate su blockchain potrebbero diventare «dieci volte più veloci ed economiche» rispetto ai sistemi legacy.
Il 30 giugno, Chainlink ha inoltre presentato l’Automated Compliance Engine (ACE), un framework modulare per la gestione della conformità normativa, con l’obiettivo dichiarato di sbloccare 100 trilioni di dollari di capitale potenziale destinato all’economia blockchain.
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