La fintech giapponese JPYC lancia la prima stablecoin ancorata allo yen e la piattaforma JPYC EX. Supportata da depositi bancari e titoli di Stato, punta a rivoluzionare i pagamenti digitali e a creare un’infrastruttura crypto regolamentata in Giappone.
La società fintech con sede a Tokyo JPYC ha introdotto una svolta epocale nel panorama finanziario giapponese, lanciando la prima stablecoin basata sullo yen e una piattaforma dedicata, JPYC EX, per l’emissione e il riscatto del token. Questo sviluppo si inserisce in una corsa globale per conquistare il crescente mercato delle stablecoin, che ha raggiunto una capitalizzazione di oltre 308 miliardi di dollari, dominato da asset ancorati al dollaro come USDT e USDC di Circle.
La stablecoin JPYC, lanciata ufficialmente lunedì, è supportata uno a uno da depositi bancari e titoli di Stato, garantendo un tasso di cambio fisso di 1:1 con lo yen giapponese, come comunicato dalla società venerdì. Durante una conferenza stampa a Tokyo, il presidente di JPYC, Noriyoshi Okabe, ha definito la stablecoin una “pietra miliare importante nella storia della valuta giapponese”. Secondo un rapporto di Business Insider Giappone, sette aziende hanno già espresso interesse a integrare JPYC nei loro sistemi, evidenziando il potenziale di questa innovazione.
Il lancio di JPYC avviene in un contesto di forte espansione delle stablecoin in Giappone. Ad esempio, Circle ha introdotto USDC nel Paese il 26 marzo, consolidando la presenza di stablecoin ancorate al dollaro. JPYC si distingue per il suo ancoraggio allo yen, rispondendo alla domanda di un asset digitale locale e regolamentato.
JPYC EX, la piattaforma dedicata, è stata progettata per garantire sicurezza e conformità. Regolata dalla Legge sulla Prevenzione del Trasferimento di Proventi Criminali, richiede una rigorosa verifica dell’identità e delle transazioni.
Gli utenti possono depositare yen giapponesi tramite bonifico bancario per ricevere JPYC su un indirizzo di portafoglio registrato e ottenere rimborsi in yen su un conto di prelievo. Questo sistema garantisce trasparenza e accessibilità, rendendo JPYC un’opzione attraente per individui e aziende.
L’ambizione di JPYC è chiara: raggiungere un saldo di emissione di 10 trilioni di yen entro i prossimi tre anni e creare una nuova infrastruttura sociale attraverso le stablecoin.
Per raggiungere questo obiettivo, la società sta puntando su tre pilastri strategici:
- Adozione da parte delle imprese: collaborare con aziende giapponesi per integrare JPYC nei loro processi di pagamento e transazioni.
- Conformità normativa: mantenere elevati standard di sicurezza e trasparenza per costruire fiducia tra gli utenti e le autorità.
- Innovazione tecnologica: sviluppare ulteriormente JPYC EX per semplificare l’emissione e il riscatto dei token, migliorando l’esperienza utente.
Il mercato giapponese delle stablecoin si prepara a diventare sempre più competitivo. Monex Group, una società di servizi finanziari con sede a Tokyo, ha annunciato ad agosto il progetto di lanciare una propria stablecoin ancorata allo yen. Inoltre, tre delle principali banche giapponesi, Mitsubishi UFJ Financial Group, Sumitomo Mitsui Banking Corp e Mizuho Bank, stanno collaborando per emettere una stablecoin congiunta sulla piattaforma Progmat di MUFG.
Parallelamente, l’Agenzia per i Servizi Finanziari giapponese starebbe valutando una revisione normativa per consentire alle banche di acquisire e detenere criptovalute, come Bitcoin, a scopo di investimento, segnalando un’apertura verso l’ecosistema crypto. JPYC si posiziona così come pioniere, sfruttando la sua natura locale e la solida infrastruttura normativa per distinguersi in un mercato globale in rapida espansione.
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