Quadro generale: volumi stabili sui massimi, 2025 in lieve crescita
Il 2024 conferma la tenuta del mercato dei servizi tecnici professionali: ingegneri e architetti liberi professionisti generano 16,7 miliardi di euro, valori in linea con il 2023. Le previsioni per il 2025 indicano un +0,9% sul fatturato, spinta che arriva dagli investimenti (opere pubbliche, riqualificazioni, sicurezza).
Allargando lo sguardo all’intero comparto SIA (Servizi di ingegneria e architettura: ingegneri, architetti, società di ingegneria, geometri, geologi, periti), il giro d’affari tocca 21,9 miliardi di euro, più del doppio rispetto al 2020. Cresce anche il peso sul PIL dei servizi: l’incidenza del fatturato dei professionisti tecnici passa dallo 0,8% (2020) all’1,2% (2024), segnalando un ruolo strutturale nella catena del valore.
Chi guadagna di più: ingegneri davanti agli architetti
Nei dati riferiti agli iscritti Inarcassa (professionisti che esercitano in via esclusiva la libera professione, esclusi quindi gestione separata e società):
- Volume d’affari 2023
- Ingegneri: 6,2 miliardi
- Architetti: 5,1 miliardi
- Reddito medio
- Ingegneri (2023): 62.529 euro – superata la soglia dei 60mila (nel 2020 era <35mila)
- Trend 2024–2025: atteso leggero ridimensionamento e stabilizzazione
Divari generazionali: un ingegnere 31–35 anni si ferma a 36mila euro medi, mentre nella fascia 51–55 anni si sale a 80mila. La forbice contribuisce alla bassa attrattività della libera professione tra i più giovani, che spesso preferiscono il lavoro dipendente.
Domanda di competenze: mismatch strutturale
La domanda di ingegneri resta altissima e in carenza cronica:
- Fine 2025: introvabili ~7.000 ingegneri su un fabbisogno di 12.000.
- Gennaio 2025: 9.000 profili difficili su un fabbisogno di >16.000.
- Richieste 2024 per laureati in ingegneria:
- Industriale e gestionale: >24.000
- Civile: >14.000
- Meccanica: >13.000
Gli ingegneri sono tra le professioni a più alta specializzazione con maggiore domanda e maggior difficoltà di reperimento (insieme ai progettisti ICT). A settembre 2025 i livelli di “hard to find” restano elevati:
- Ingegneri industriali: 62%
- Elettronici e dell’informazione: 54%
- Civili: 55%
Università: più laureati, ma non nelle specializzazioni “calde”
Ogni anno l’università immette >25.000 laureati magistrali in ingegneria. Tuttavia, la corsa del mercato guarda soprattutto a ICT, gestionale, energetico/meccanico. Nel 2024 per la prima volta:
- Ingegneria gestionale è la classe con più laureati (>4.500 nuovi magistrali);
- seguono meccanica, informatica, biomedica;
- civile scende al sesto posto (poco meno di 1.600 laureati).
Nonostante il cambio di mix, i numeri non bastano a coprire i fabbisogni delle imprese e degli studi, soprattutto nelle aree industriale/gestionale, ICT e civile.
Costruzioni e opere pubbliche: il nuovo motore
Dopo il Covid, il settore costruzioni—sia residenziale sia opere pubbliche—ha vissuto una fase espansiva. Anche con la fine del Superbonus 110%, la domanda di servizi rimane robusta in:
- Progettazione di edifici non residenziali
- Ristrutturazioni e messa in sicurezza
- Ingegneria antincendio
- Opere pubbliche e infrastrutture
Criticità: nel 50% dei casi le ricerche di ingegneri civili da parte di imprese e studi vanno a vuoto.
Ingegneria della sicurezza: quattro pilastri
Il contributo dell’ingegnere alla sicurezza—tema sempre più centrale—si declina in quattro ambiti:
- Antisismica
- Dissesto idrogeologico (prevenzione/mitigazione)
- Sicurezza sul lavoro
- Antincendio e gestione sostanze pericolose
Negli ultimi 15 anni sono state avanzate numerose proposte per rendere più efficaci le politiche pubbliche su prevenzione e ricostruzione: investire prima riduce i costi sociali e migliora la resilienza di territori e filiere.
Cosa aspettarsi nel 2025 (in 5 punti)
- Fatturato: lieve crescita (+0,9%), con domanda sostenuta da infrastrutture e riqualificazioni.
- Redditi: stabilizzazione dopo il balzo post-2020; persistono divari generazionali.
- Occupazione: mismatch ancora ampio; imprese e studi costretti ad ampliare ricerca e formazione on the job.
- Competenze: accelerazione su digitale/ICT, energetico, gestionale, HSE; civili richiesti ma scarsi.
- Policy: opportuno rafforzare incentivi su prevenzione, formazione specialistica e transizione digitale degli studi.