Accordo raggiunto tra Intesa Sanpaolo e le organizzazioni sindacali bancarie sul contratto di secondo livello: l’intesa, che riguarda circa 70mila lavoratrici e lavoratori del gruppo, definisce una parte delle misure che saranno in vigore da gennaio 2026 fino a dicembre 2029. Tra i punti più rilevanti spiccano interventi su welfare, permessi, buoni pasto e soprattutto una nuova misura di conciliazione vita-lavoro pensata per la genitorialità: la “settimana cortissima”.
La novità più discussa: “settimana cortissima” a parità di retribuzione
Il cuore dell’accordo, sul fronte work-life balance, è l’introduzione della settimana cortissima come opzione dedicata a chi ha figli fino a tre anni. La misura offre due alternative:
- Orario su 4 giornate da 7,5 ore ciascuna (totale 30 ore settimanali) a parità di retribuzione
oppure - 12 ore settimanali di permesso retribuito
Una formula che mira a sostenere concretamente le giovani famiglie, dando strumenti flessibili in una fase della vita in cui i carichi di cura sono spesso più intensi.
Previdenza complementare, permessi e buoni pasto: cosa cambia
Oltre alla settimana cortissima, l’accordo interviene su altri capitoli importanti:
- Previdenza complementare: aumento della quota base al 4,5%
- Permessi retribuiti: ampliamento del perimetro e delle possibilità di utilizzo
- Buono pasto: incremento progressivo, con una traiettoria che arriva fino a 10 euro nel 2029 (con step intermedi nei primi anni di applicazione)
Si tratta di misure che vanno nella direzione di un rafforzamento del pacchetto di welfare aziendale e di un miglioramento delle condizioni complessive, con particolare attenzione alla conciliazione e alla tutela del tempo.
Banca del tempo, giovani under 35 e indennità: il “pacchetto” si allarga
Nel perimetro dell’intesa entrano anche previsioni su:
- banca del tempo (strumenti di gestione e accumulo/uso ore)
- un pacchetto giovani dedicato agli under 35
- indennità legate a specifiche mansioni e contesti (turni di filiale digitale, settori IT e Cyber Security)
Il segnale è chiaro: l’accordo punta a governare non solo gli istituti tradizionali, ma anche l’evoluzione del lavoro bancario verso modelli più digitali e specializzati.
Un percorso in due tempi: il resto dopo il Piano d’impresa
Il rinnovo del contratto aziendale in Intesa Sanpaolo avviene su base quadriennale, ma questa intesa rappresenta un primo “blocco” di interventi. La parte restante del percorso sindacale dovrebbe proseguire dopo la presentazione del nuovo Piano d’impresa, annunciato per il 2 febbraio 2026, quando verranno affrontati altri nodi centrali: percorsi professionali, politiche commerciali, clima aziendale e mobilità.
Perché la misura fa notizia
In un contesto in cui molte aziende discutono di settimana corta come sperimentazione, la scelta di legarla in modo mirato alla genitorialità e di inserirla dentro un accordo strutturato di secondo livello rende la “settimana cortissima” un caso interessante per tutto il settore: non solo un benefit, ma un dispositivo contrattuale che prova a rispondere a un tema sociale concreto (natalità, cura, equilibrio tra vita e lavoro).