Un piano ambizioso, costruito per consolidare la leadership in Italia e rafforzare la presenza in Europa, puntando su redditività, tecnologia e crescita “commissionale”. Con il Piano d’Impresa 2026-2029, Intesa Sanpaolo delinea una strategia che mira a un salto in avanti su tre fronti: risultati finanziari, digitalizzazione e modello di banca a basso rischio.
Gli obiettivi chiave: utile oltre 11,5 miliardi e ROE al 22%
Il cuore del piano è nei target al 2029. Il gruppo punta a:
- utile netto oltre 11,5 miliardi di euro entro il 2029 (in aumento rispetto ai livelli del 2025);
- ROE al 22% e ROTE al 27%;
- solidità patrimoniale con CET1 ratio sopra il 12,5% in ciascun anno del periodo.
La direzione è chiara: mantenere un profilo di banca “forte” e prudente, con un modello che riduce l’esposizione ai rischi e sostiene la capacità di remunerare gli azionisti in modo continuativo.
Remunerazione agli azionisti: 50 miliardi nel 2025-2029
Uno dei passaggi più rilevanti del Piano riguarda la politica di ritorno del capitale. Intesa Sanpaolo prevede:
- circa 50 miliardi di euro di distribuzioni complessive agli azionisti nel periodo 2025-2029;
- payout ratio al 95% per ciascun anno 2026-2029, composto da dividendi cash e buyback.
In altre parole, il Piano conferma una linea di grande continuità con l’impostazione recente del gruppo: alta redditività e forte attenzione alla remunerazione degli investitori, mantenendo al tempo stesso i parametri di solidità.
Efficienza e taglio dei costi: 1,6 miliardi di risparmi
Un altro pilastro è l’efficienza operativa. Il Piano prevede:
- 1,6 miliardi di risparmi nel periodo 2026-2029;
- costi operativi attesi in calo nel 2029 rispetto al 2025;
- cost/income in miglioramento fino a circa 36,8% nel 2029.
Il messaggio è quello tipico delle banche “best in class”: ridurre il peso dei costi fissi e rendere più scalabile il modello industriale.
5,1 miliardi di investimenti: tecnologia e crescita
La riduzione dei costi non è un “taglio e basta”. Il Piano mette sul tavolo 5,1 miliardi di investimenti complessivi nel quadriennio, con la parte principale destinata a:
- tecnologia
- digitalizzazione
- crescite mirate nei business più redditizi
L’obiettivo è rafforzare un modello di banca sempre più “data-driven”, con servizi evoluti e processi interni più veloci ed efficienti.
Crescita delle commissioni: focus su wealth, consulenza e assicurazioni
Intesa Sanpaolo punta in modo deciso sui ricavi da servizi, con crescita di:
- commissioni nette
- contributo dell’assicurativo
- attività legate a consulenza, protezione e advisory
È un’impostazione coerente con la trasformazione del settore: meno dipendenza dalla sola dinamica dei tassi e più stabilità attraverso i ricavi ricorrenti.
Più clienti e spinta digitale: Isybank e nuove piattaforme
Nel Piano entra anche un obiettivo industriale molto concreto: aumentare la base clienti di 2,5 milioni entro il 2029, trainata soprattutto dal canale digitale. In questo quadro rientrano:
- la crescita di Isybank come leva per acquisire nuovi clienti e aumentare la redditività del canale digitale;
- l’espansione del modello di wealth management anche fuori dall’Italia con l’idea di una piattaforma europea dedicata.
Economia reale e impatto sociale: credito e inclusione
Accanto ai numeri finanziari, il Piano include un impegno sull’economia reale:
- nuovo credito a medio-lungo termine a famiglie e imprese per centinaia di miliardi nel periodo;
- risorse aggiuntive per progetti di contrasto a povertà e disuguaglianze.
L’intenzione dichiarata è tenere insieme performance e impatto: crescita del gruppo e sostegno al tessuto produttivo.
Cosa significa il Piano 2026-2029
In sintesi, il Piano d’Impresa 2026-2029 disegna una banca:
- più redditizia
- più digitale
- più “commissionale”
- con forte attenzione a solidità e ritorno agli azionisti
Una strategia che punta a trasformare la scala del gruppo in vantaggio competitivo: investire per crescere, migliorare l’efficienza e consolidare il posizionamento in Italia ed Europa.