Si chiude con opinioni contrastanti l’incontro tra governo e sindacati sui contenuti della prossima Legge di Bilancio 2025, tenutosi a Palazzo Chigi alla presenza dei ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti, del Lavoro Marina Calderone e della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo.
Sul tavolo, i principali temi economici: riduzione dell’Irpef, risorse per la sanità, rinnovi contrattuali e pensioni.
Taglio dell’Irpef e nuove risorse per la sanità
Il governo ha confermato l’intenzione di portare l’aliquota Irpef al 33% per i redditi fino a 50.000 euro annui, lasciando aperta la possibilità di estendere parzialmente la soglia. L’obiettivo dichiarato è quello di alleggerire il carico fiscale sul ceto medio e sostenere i consumi interni.
Sul fronte sanitario, il ministro Giorgetti ha annunciato un incremento delle risorse a favore del Servizio Sanitario Nazionale, con l’impegno a consolidare la spesa pubblica nel triennio 2025-2027.
Landini (Cgil): “Una manovra che porta il Paese a sbattere”
Durissimo il giudizio del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha definito la riunione “un incontro dannoso”.
Secondo Landini, la manovra non affronta le vere priorità del Paese: “Nessuna risposta sull’emergenza salariale, sul rinnovo dei contratti pubblici, sulla restituzione del fiscal drag e sulle pensioni. Si continua a non toccare l’evasione fiscale, mentre i lavoratori dipendenti restano gli unici a pagare”.
Il leader della Cgil ha inoltre criticato la nuova rottamazione selettiva delle cartelle, giudicandola “uno schiaffo alle persone e alle imprese oneste”.
Bombardieri (Uil): “Serve un piano su salari e contratti”
Anche la Uil, con il segretario Pierpaolo Bombardieri, ha espresso delusione per la mancanza di risposte concrete.
“La priorità deve essere la detassazione degli aumenti contrattuali e il rinnovo immediato dei contratti nel pubblico impiego”, ha spiegato, sottolineando che la misura potrebbe essere finanziata anticipando le risorse già stanziate per il 2027.
Bombardieri ha poi ribadito la necessità di una strategia energetica più chiara e di un piano industriale triennale, temi rimasti finora marginali nella discussione.
Cisl: “Segnali positivi su Irpef e sanità, ma restano nodi aperti”
Più ottimista la Cisl, rappresentata da Daniela Fumarola, che ha definito il tavolo “importante e costruttivo”.
“La riduzione dell’Irpef e il rafforzamento della sanità sono segnali positivi – ha dichiarato – ma restano da chiarire i capitoli su pensioni e salari”.
La leader sindacale ha insistito sull’importanza della contrattazione di secondo livello come strumento per redistribuire i guadagni di produttività, sottolineando che “per farlo, serve rinnovare i contratti”.
Prossime tappe: confronto con le imprese e vertice di maggioranza
Il confronto con le parti sociali proseguirà lunedì 13 ottobre, con il tavolo dedicato alle imprese, per poi arrivare al Consiglio dei Ministri del 14 ottobre, in cui il governo approverà il testo definitivo della Legge di Bilancio.
Dopo settimane di attesa, il messaggio che emerge da Palazzo Chigi è chiaro: il governo punta su un equilibrio tra tagli fiscali selettivi, sostegno alla sanità e stabilità dei conti pubblici.
Ma per i sindacati, senza interventi più incisivi su salari e pensioni, la manovra rischia di restare insufficiente a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie italiane.