2.000 voucher da 1.000 euro per certificazioni “Made in Italy” e “100% Made in Italy”, assessment ESG e percorsi export. Le certificazioni saranno notarizzate su blockchain grazie alla partnership con DFinity e Origyn.
Roma, 20 gennaio 2026 – Sostenere in modo concreto le micro, piccole e medie imprese italiane nei percorsi di certificazione, sostenibilità e competitività internazionale. È questo l’obiettivo del Bando Nazionale Federitaly 2026, presentato oggi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati su iniziativa dell’On. Andrea Volpi.
L’iniziativa, promossa in autonomia dalla Federazione, mette a disposizione 2 milioni di euro e prevede l’assegnazione di 2.000 voucher del valore di 1.000 euro ciascuno, destinati a coprire buona parte dei costi necessari per accedere ai sistemi di certificazione “Made in Italy” e “100% Made in Italy”.
Voucher e modalità: “approccio a sportello, no click day”
A illustrare l’impianto operativo è stato il Segretario Nazionale di Federitaly, Lamberto Scorzino, che ha spiegato la scelta di un approccio a sportello per evitare la dinamica dei click day. La valutazione sarà affidata a una Commissione interna con l’obiettivo di garantire trasparenza e uniformità di giudizio.
Tra i criteri indicati, anche una corsia preferenziale per le realtà più piccole: sono previste premialità a favore di micro e piccole imprese, considerate il cuore della filiera produttiva nazionale e, spesso, le più esposte alle difficoltà di accesso a strumenti di tutela e internazionalizzazione.
Certificazione e anti-contraffazione: entra la blockchain
Uno dei punti centrali del bando è l’integrazione tecnologica: grazie alla partnership con DFinity e Origyn, le certificazioni verranno notarizzate sulla blockchain ICP, con l’obiettivo di renderle immutabili e verificabili.
In un contesto di mercati globali dove il rischio di imitazioni e frodi resta elevato, la verifica digitale punta a diventare un vantaggio competitivo: buyer e consumatori internazionali potranno controllare in modo trasparente la validità delle certificazioni, con un livello di tracciabilità pensato come argine alle contraffazioni.
Verdone: “Servono strumenti rigorosi, non solo principi”
Il Presidente e Fondatore di Federitaly, Carlo Verdone, ha rimarcato la necessità di una tutela concreta del marchio Italia, soprattutto in una fase geopolitica ed economica complessa:
“Il Made in Italy va protetto con metodo e responsabilità. Non bastano le dichiarazioni di principio; servono strumenti rigorosi.”
Verdone ha inoltre collegato la misura alla necessità di rafforzare la credibilità delle imprese italiane sui mercati esteri, citando anche lo scenario legato alla recente ratifica dell’accordo UE–Mercosur, che rende ancora più centrale la differenziazione basata su certificazioni robuste e verificabili.
Non solo marchio: ESG e accompagnamento all’export
Il bando non si limita alla certificazione, ma amplia il perimetro verso la resilienza di lungo periodo. Tra le linee di intervento previste:
- Assessment ESG: rilascio di un rating di sostenibilità per le aziende che ne sono sprovviste
- Accompagnamento all’export: percorsi strutturati e piani strategici personalizzati per l’internazionalizzazione
Un’impostazione che punta a integrare tutela del prodotto, reputazione e capacità di penetrazione commerciale, rendendo la certificazione non un adempimento, ma una leva di crescita.
Interventi istituzionali e mondo economico
L’incontro, moderato da Mario Orabona (Comitato Scientifico Federitaly), ha visto la partecipazione dell’On. Andrea Volpi, che ha sottolineato l’allineamento tra istituzioni e iniziative orientate al rafforzamento della filiera:
“È fondamentale creare le condizioni perché le imprese non si sentano isolate nel loro processo di internazionalizzazione.”
Il Presidente del Comitato Scientifico Federitaly, Fabio Pistella, ha definito l’iniziativa un “modello integrato” tra produzione e competitività. Sono intervenuti anche Nicola Caputo (Consigliere del Ministero degli Affari Esteri per l’export agroalimentare) e l’economista Antonio M. Rinaldi (Presidente di Trevi Finanziaria Industriale S.p.A.), concordi sul valore della certificazione verificabile come strumento di protezione e posizionamento nei mercati globali.