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Manageritalia promuove alcune misure della Manovra ma critica l’assenza di investimenti su crescita, formazione e competitività. Ballarè: “Serve una visione di lungo periodo”.
Il giudizio a caldo
“La Manovra ci vede abbastanza soddisfatti per alcune misure che non penalizzano i redditi medio-alti e intercettano i cambiamenti della società, ma mancano idee e investimenti concreti per la crescita”. Così il presidente di Manageritalia, Marco Ballarè, dopo un recente confronto con il viceministro dell’Economia Maurizio Leo.
I nodi critici
Pur riconoscendo i vincoli di bilancio europei, l’associazione dei manager sottolinea alcuni punti di frizione:
- la copertura della Manovra che passa anche attraverso la mancata restituzione del fiscal drag per oltre 6 miliardi, peso che grava su chi “già paga tutto”;
- l’ennesima rottamazione delle cartelle esattoriali, giudicata “un segnale che continua a premiare chi evade”.
Le priorità mancate
Per Manageritalia, il testo non affronta con la necessaria decisione le leve per accrescere la produttività e preparare il Paese alle sfide dei prossimi anni. In particolare, mancano:
- investimenti su formazione continua e digitalizzazione;
- misure per rafforzare competitività e innovazione;
- un deciso impulso al welfare contrattuale, considerato pilastro per attrarre e trattenere talento.
“Serve una visione economica”
“Non possiamo accettare una politica che non guarda al futuro. Va messo al centro il lavoro qualificato, la managerialità e la capacità di generare valore di persone e imprese”, afferma Ballarè, chiedendo una cornice di medio-lungo periodo che indichi priorità, strumenti e tempi.
L’impegno dell’associazione
Manageritalia conferma il proprio ruolo attivo a livello nazionale e territoriale: dialogo con le istituzioni, proposte operative e tutela dei diritti degli associati, con l’obiettivo di costruire un percorso di crescita che non lasci indietro chi oggi è più in difficoltà.