Monte dei Paschi di Siena accelera sulla governance e chiama gli azionisti a pronunciarsi su una serie di modifiche statutarie decisive in vista del rinnovo del consiglio di amministrazione. La banca ha convocato un’assemblea straordinaria per martedì 4 febbraio 2026 (ore 14:30, a Siena, in unica convocazione) con un ordine del giorno che ruota attorno a un punto chiave: l’introduzione della facoltà per il Cda uscente di presentare una propria lista di candidati per il nuovo board.
Una mossa che si inserisce nel quadro delle nuove regole di mercato sulla “lista del Cda” e che arriva mentre la banca è ancora nel perimetro di vigilanza europea: sullo sfondo, infatti, resta il tema dell’autorizzazione della BCE sulle modifiche di governance, passaggio importante quando si toccano meccanismi di nomina e assetto dei vertici.
Che cos’è la “lista del Cda” e perché conta
La “lista del Cda” è un meccanismo che consente al consiglio di amministrazione uscente di proporre agli azionisti una propria lista di candidati per il rinnovo dell’organo. Non significa “auto-nomina”, perché la scelta resta all’assemblea, ma cambia gli equilibri: il board può presentare una proposta strutturata, spesso pensata per garantire continuità industriale e competenze.
Per una banca come Mps, che si avvicina al rinnovo dei vertici nella primavera 2026, la questione è particolarmente sensibile: la composizione dell’azionariato e le dinamiche tra soci rendono la partita del Cda un passaggio strategico non solo sul piano societario, ma anche su quello industriale e finanziario.
Cosa votano i soci il 4 febbraio: tutte le modifiche principali
L’assemblea straordinaria del 4 febbraio è chiamata a deliberare su più punti, non solo sulla lista del Cda. Tra le proposte più rilevanti figurano:
1) Facoltà del Cda uscente di presentare una lista
È il cuore della riforma: il consiglio potrà presentare una propria lista di candidati al rinnovo dell’organo, affiancandosi alle liste eventualmente proposte dagli azionisti.
2) Rieleggibilità degli amministratori e regole sui mandati
Nel pacchetto compaiono interventi sulla rieleggibilità e l’aggiornamento di alcune clausole legate ai limiti di mandato, con la conseguente revisione/abrogazione di specifiche parti dello statuto che regolavano eccezioni e vincoli.
3) Nomina di presidente e vice presidenti
Tra i punti in discussione c’è anche la previsione che, qualora l’assemblea non provveda, il Cda possa nominare presidente e uno o due vice presidenti, con la possibilità di prevedere un vice con funzioni vicarie.
4) Sostituzione degli amministratori in corso di mandato
Vengono aggiornate le regole sulla sostituzione degli amministratori durante il mandato, tema tecnico ma importante per garantire continuità e gestione ordinata in caso di dimissioni o decadenze.
5) Remunerazioni: più flessibilità sul rapporto fisso/variabile
Tra le modifiche figura la facoltà dell’assemblea ordinaria di intervenire sul rapporto tra componente variabile e fissa della remunerazione, un punto spesso legato alle policy di governance e agli standard del settore bancario.
6) Utili e riserve: taglio della riserva legale al minimo di legge e stop alla riserva statutaria
Nel pacchetto rientrano anche modifiche “contabili-statutarie”: riduzione alla quota minima prevista per legge della percentuale di utili da destinare a riserva legale e eliminazione della riserva statutaria.
Perché Mps si muove adesso: il fattore tempo e il rinnovo del board
Il timing non è casuale. Convocare l’assemblea a inizio febbraio significa provare a chiudere in tempo le modifiche statutarie per arrivare all’assemblea di bilancio e al rinnovo del Cda previsto in primavera con regole già operative.
In altre parole: Mps sta cercando di evitare un rinnovo “con regole vecchie” e di presentarsi alla fase decisiva del 2026 con uno statuto allineato ai nuovi strumenti di governance e con un impianto più adatto a gestire un passaggio delicato per la banca.
Il nodo BCE: perché l’ok europeo è un passaggio cruciale
Quando una banca vigilata modifica aspetti della governance, soprattutto su nomina e funzionamento degli organi, il confronto con la vigilanza europea diventa centrale. L’obiettivo, in questi casi, è garantire che le nuove regole non creino meccanismi opachi o eccessivamente “blindati”, ma anzi favoriscano trasparenza, competizione e chiarezza nei processi assembleari.
Per Mps, quindi, il percorso statutario è anche un test di compatibilità con le richieste e le prassi della vigilanza.
In sintesi
- Assemblea straordinaria Mps: 4 febbraio 2026 (ore 14:30), Siena
- Punto chiave: introduzione della lista del Cda, con facoltà del consiglio uscente di presentare candidati
- Altre modifiche: rieleggibilità e regole sui mandati, nomina presidente/vice, sostituzioni in corso di mandato, flessibilità su remunerazioni, revisione riserve e utili
- Obiettivo: arrivare al rinnovo del board con regole aggiornate e operative