Per la prima volta nella storia recente, il tasso di occupazione nel Mezzogiorno ha superato la soglia del 50% nella fascia d’età 15-64 anni. È quanto emerge dai dati Istat relativi al secondo trimestre 2025, che segnano un punto di svolta per il mercato del lavoro nelle regioni meridionali.
📊 I numeri chiave
- 50,1%: il tasso di occupazione nel Sud, in crescita rispetto al 2024.
- +96.000 occupati in un anno: incremento significativo, che ha contribuito a ridurre il divario con il resto del Paese.
- Disoccupazione stabile al 6,3% a livello nazionale, con miglioramenti anche nelle aree meridionali.
⚙️ I settori che trainano la crescita
- Turismo: estate positiva con aumento di visitatori italiani e stranieri.
- Servizi e commercio: espansione delle attività legate alla ristorazione, logistica e grande distribuzione.
- Costruzioni: ancora sostenute, anche se con meno forza rispetto agli anni dei superbonus.
🔍 Le sfide ancora aperte
Nonostante il record storico, il Sud resta distante dalla media nazionale (oltre il 61%):
- Occupazione giovanile fragile, con tassi di NEET ancora tra i più alti in Europa.
- Precarietà diffusa, con contratti a tempo determinato prevalenti.
- Divari infrastrutturali e digitali, che frenano la piena crescita del tessuto produttivo.
✅ Cosa significa per il futuro
Il superamento del 50% rappresenta un segnale incoraggiante e un’opportunità per consolidare lo sviluppo del Mezzogiorno. Per rendere strutturale questo progresso serviranno:
- investimenti in formazione e innovazione,
- sostegno alle imprese locali,
- politiche stabili per attrarre capitali e valorizzare le eccellenze del territorio.