L’oro si prepara a una nuova settimana di forti oscillazioni, con gli operatori che guardano ai prossimi dati sul mercato del lavoro USA e alla pubblicazione dei verbali della Federal Reserve, alla ricerca di indizi sulla traiettoria dei tassi d’interesse.
Secondo diversi analisti, la fase resterà nervosa, ma il metallo giallo potrebbe trovare un solido pavimento di supporto se i numeri macroeconomici dovessero confermare il rallentamento dell’economia americana e alimentare le aspettative di nuovi tagli dei tassi.
Cosa guarda il mercato: dati, verbali e il discorso di Powell
Nei prossimi giorni l’attenzione sarà concentrata su tre fronti principali:
- il report sul lavoro USA, fondamentale per misurare la tenuta del mercato occupazionale dopo settimane segnate dal lungo shutdown del governo;
- i verbali dell’ultima riunione della Fed, attesi per avere un quadro più chiaro dei timori del board su inflazione e crescita;
- il discorso del presidente Jerome Powell, previsto mercoledì, che potrebbe orientare di nuovo le aspettative sui tempi e l’intensità dei futuri tagli ai tassi.
Gli analisti sottolineano che, dopo l’interruzione dei dati ufficiali causata dal blocco amministrativo, il mercato sta ancora navigando a vista: ogni indicatore viene quindi letto con un peso maggiore del solito, amplificando la volatilità sulle asset class più sensibili ai tassi, come l’oro.
Il bilancio dell’ultima settimana: rally, prese di profitto e dati distorti dallo shutdown
Sul mercato domestico indiano, i future sull’oro con consegna dicembre quotati al Multi Commodity Exchange (MCX) hanno chiuso la settimana con un rialzo complessivo di circa 2,06%, pari a 2.494 rupie per 10 grammi. Il movimento è stato sostenuto da:
- incertezza sull’impatto del blocco di 43 giorni del governo USA sull’economia;
- ritardi nei dati macro, che hanno lasciato Fed e investitori con meno visibilità;
- un dollaro più debole, fattore che tende a favorire le quotazioni del metallo prezioso.
La spinta al rialzo, però, si è parzialmente esaurita nella seduta di venerdì, quando l’oro ha accusato una correzione decisa: -3.190 rupie (-2,52%) a circa 123.561 rupie per 10 grammi sul MCX, complice la presa di profitto sui massimi e il tono più aggressivo di alcuni esponenti Fed, che ha ridotto la probabilità di un taglio dei tassi già a dicembre.
Sui mercati internazionali, i future Comex di dicembre hanno messo a segno un progresso settimanale di circa 2,10%, ma nella singola seduta di venerdì il contratto è scivolato di 2,39%, chiudendo intorno ai 4.094 dollari l’oncia.
Flussi record negli ETF e narrativa ancora “pro-oro”
A sostenere il quadro di fondo resta il forte interesse degli investitori istituzionali e retail verso l’oro come bene rifugio.
Secondo i dati riportati dagli analisti:
- gli ETF sull’oro hanno aggiunto oltre 114 mila once in un solo giorno,
- gli acquisti da inizio anno sono saliti a circa 14 milioni di once,
- le masse totali in ETF sono cresciute di circa il 17%, fino a oltre 97 milioni di once, per un valore vicino ai 480 milioni di dollari.
Questo flusso indica che, nonostante le prese di profitto di breve, il mercato resta strutturalmente orientato al rialzo sull’oro: inflazione non ancora del tutto sotto controllo, timori per la crescita e politica monetaria in fase potenzialmente più espansiva spingono molti operatori a mantenere o aumentare la quota di metallo prezioso in portafoglio.
Alcuni strategist segnalano che:
- i dati deboli sull’occupazione,
- le prospettive fiscali fragili
- e un dollaro meno tonico
continuano ad attirare flussi “difensivi” sull’oro, con l’ipotesi di un’estensione del movimento verso un’area compresa fra 4.300 e 4.385 dollari l’oncia, se il quadro macro resterà favorevole.
Anche l’argento corre (e corregge): exploit post “critical minerals list”
Non solo oro: la settimana è stata spettacolare anche per l’argento, che ha sovraperformato molte altre asset class.
- Sul MCX, i future con consegna dicembre sono balzati di circa 8.290 rupie per kg (+5,61%) su base settimanale;
- la corsa è stata alimentata anche dalla recente decisione di inserire l’argento nella lista dei minerali critici USA, che ha acceso l’interesse speculativo e di lungo periodo sul metallo bianco;
- dopo il rally, però, anche l’argento ha subito una forte correzione nella seduta di venerdì, scendendo di oltre 6.400 rupie a circa 156.018 rupie al kg.
A livello internazionale, i future Comex hanno comunque chiuso la settimana in rialzo di circa 5,3%, pur restando sotto pressione nell’ultima seduta, con una discesa a circa 50,7 dollari l’oncia.
Dal punto di vista tecnico, alcuni analisti indicano un quadro di consolidamento laterale per l’argento, con un’area di resistenza rilevante intorno a 170.500 rupie al kg sui mercati indiani.
Cosa aspettarsi: volatilità “di servizio” prima di nuove direzioni
Il messaggio che arriva dal mercato dei metalli preziosi è chiaro:
- i prossimi giorni saranno dominati da dati macro e retorica Fed;
- oro e argento potrebbero vivere movimenti anche bruschi nel breve, ma con un bias ancora moderatamente rialzista se la narrativa sui tassi tornerà più accomodante;
- la combinazione di shutdown USA, dati ritardati, dollaro altalenante e incertezza geopolitica crea un contesto in cui il ruolo di “porto sicuro” del metallo giallo resta centrale.
Per gli investitori, la chiave sarà distinguere tra:
- rumore di breve periodo, legato alla singola statistica o al singolo discorso,
- e trend di medio-lungo, legati alla struttura dei tassi reali, all’inflazione attesa e alla domanda di copertura dal rischio sistemico.
In altre parole, l’oro probabilmente continuerà a “ballare” sulle notizie in arrivo da Washington, ma la musica di fondo – per ora – resta ancora sorprendentemente favorevole al metallo prezioso.