Le aspettative dei mercati predittivi su Kevin Hassett alla guida della Federal Reserve alimentano il dibattito sul futuro delle politiche monetarie USA e sull’impatto per il settore crypto, con prospettive più favorevoli all’innovazione digitale.
I mercati predittivi Polymarket e Kalshi considerano Kevin Hassett, direttore del Consiglio Economico Nazionale del presidente statunitense Donald Trump, il principale favorito per succedere a Jerome Powell alla presidenza della Federal Reserve. Le probabilità di un suo insediamento sono infatti salite rispettivamente al 66% e al 74%, confermando un crescente consenso intorno alla sua figura.
Hassett è ritenuto vicino all’universo delle criptovalute grazie al suo ruolo nel consiglio consultivo di Coinbase, alla partecipazione dichiarata a sette cifre nell’exchange e alla guida del gruppo di lavoro sugli asset digitali della Casa Bianca.
Caitlin Long, fondatrice di Custodia Bank e da anni sostenitrice di un quadro normativo favorevole al settore, ha commentato su X che una Fed guidata da Hassett potrebbe portare a “grandi cambiamenti”, ridimensionando l’influenza delle figure più ostili alla crescita dell’industria crypto.
Le sue credenziali sono notevoli: economista repubblicano di lungo corso, già consigliere economico capo dell’amministrazione Trump, Hassett vanta una conoscenza diretta del settore grazie alla collaborazione con Coinbase e agli incarichi in organismi accademici e regolatori dell’exchange.
Il settore crypto invita alla cautela: esperienze passate, come quella di Gary Gensler alla SEC, mostrano che un curriculum “cripto-alfabetizzato” non implica necessariamente un approccio favorevole, come dimostrato dall’ondata di enforcement che molti hanno definito “Operazione Chokepoint 2.0”.
L’eventuale transizione a una Fed diretta da Hassett avverrebbe in una fase già delicata. Le probabilità della sua nomina sono aumentate proprio mentre la supervisione bancaria interna alla Fed riceve contestazioni.
Figure come Michael Barr, governatore della Fed e noto per il suo approccio rigido alla vigilanza, hanno sollevato obiezioni verso l’indebolimento dei quadri di controllo, ricordando i rischi di un allentamento eccessivo delle procedure.
La pubblicazione dei nuovi Principi Operativi di Vigilanza, focalizzati su un approccio “risk-first”, ha inoltre acceso ulteriori contrasti interni, seguita dalla precisazione che essi non si applicano all’area Consumer Affairs, sotto la supervisione dello stesso Barr.
Se i mercati avessero ragione e Hassett assumesse la guida della Fed, il settore crypto potrebbe assistere a un cambiamento di impostazione, ma non a un azzeramento del quadro esistente.
Un’eventuale apertura verso l’innovazione dovrebbe infatti conciliarsi con il mandato della banca centrale sulla stabilità finanziaria, evitando che l’aspettativa di una deregolamentazione totale prenda piede.
Il mining accessibile di Pepenode
In questo scenario complesso, l’ecosistema delle criptovalute continua comunque a evolversi rapidamente. Tra i protagonisti emergenti spicca PepeNode, un progetto pensato per ottimizzare l’infrastruttura delle meme coin e migliorare la scalabilità delle reti decentralizzate.
PepeNode ($PEPENODE) è una meme coin su Ethereum che rivoluziona il settore con un sistema gamificato “mine-to-earn”.
In prevendita, ha raccolto 2,24 milioni di dollari con un prezzo di 0,0011094 dollari per token.
Gli utenti possono acquistare $PEPENODE tramite il sito ufficiale, collegando wallet come Best Wallet e pagando con ETH, BNB, USDT o carta di credito.
La piattaforma consente di minare virtualmente, costruendo rig e potenziando Miner Nodes in server room personalizzabili, senza hardware costoso.
Offre un APY di staking del 2.700%, bonus referral del 2% e un meccanismo deflattivo che brucia il 70% dei token spesi, aumentando la scarsità. Auditata da Coinsult, garantisce trasparenza.
La community cresce su Telegram e X, supportata da campagne mobile e collaborazioni con influencer. PepeNode si posiziona come una potenziale gemma crypto per il 2025, attirando degens e gamer.
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