Un consistente cambio di passo nell’attività delle whale ha riacceso i riflettori sulla previsione del prezzo di Pepe, mentre un clima di crescente incertezza sta avvolgendo l’intero mercato.
I grandi investitori stanno infatti trasferendo quantità eccezionalmente elevate di PEPE verso gli exchange, un comportamento che storicamente anticipa fasi di vendita aggressiva.
Secondo i dati di Nansen, il quantitativo di PEPE depositato in borsa è balzato dai 250 trilioni registrati il 6 novembre agli attuali 258 trilioni, segnando il livello più alto degli ultimi 30 giorni. Un incremento così netto, in un arco temporale così ristretto, viene generalmente interpretato come un segnale di allerta, soprattutto quando coincide con un deterioramento del sentiment generale.
Parallelamente, l’open interest sui futures di PEPE è sceso a soli 165 milioni di dollari, molto distante dal picco di 1 miliardo di dollari toccato a luglio.
Il calo dell’esposizione complessiva dei trader suggerisce un progressivo disimpegno dal mercato derivato del token, spesso sintomo di sfiducia o attesa di movimenti ulteriori al ribasso.
Con gli operatori che riducono il rischio e l’indebolimento generalizzato della domanda, aumenta la probabilità che una correzione ancora più profonda possa materializzarsi nelle prossime settimane.
Pepe potrebbe rimbalzare con forza se raggiungesse un’area tecnica chiave
Dall’inizio dell’anno Pepe ha perso oltre il 77% del suo valore, posizionandosi tra i token con le performance peggiori dell’intero mercato e risultando il più grande perdente tra i primi cinque della categoria delle meme coin.

Il grafico settimanale mostra tuttavia un primo segnale tecnico interessante: il prezzo ha appena raggiunto un’area di supporto strategica a 0,0000040 dollari, livello situato subito sopra un fair value gap (FVG) settimanale.
Gli FVG sono squilibri di prezzo generati da violenti movimenti della domanda e rappresentano zone che il mercato tende a “ricolmare” o a utilizzare come base per un rimbalzo.
Questo specifico FVG risale a febbraio 2024, periodo in cui Pepe stava vivendo una fase di crescita esplosiva in termini di interesse e volumi.
Se il valore dovesse scendere nuovamente in quest’area nei prossimi giorni, aumenterebbero le probabilità di assistere a un rimbalzo significativo, sostenuto da volumi di riacquisto.
PepeNode si afferma come il nuovo fenomeno “mine-to-earn”
Mentre PEPE affronta un quadro tecnico complesso, un nuovo progetto ispirato al meme di Pepe the Frog sta attirando un’attenzione crescente nel settore: PepeNode ($PEPENODE), un gioco “mine-to-earn” che ha già raccolto milioni di dollari dagli investitori durante le prime fasi della prevendita.
La piattaforma combina elementi competitivi, gamification e mining virtuale, offrendo un modello di partecipazione immediato e divertente.
PepeNode reinventa infatti il concetto di mining di criptovalute trasformandolo in un gioco interattivo che permette agli utenti di avviare server e rig virtuali per produrre monete meme e competere per premi esclusivi.
Una prevendita crypto che punta su ricompense e meccaniche deflazionistiche
Uno dei punti di forza del progetto è l’abbattimento delle barriere tecniche: non serve alcun hardware costoso per iniziare a minare. Gli utenti devono soltanto investire token $PEPENODE per attivare il proprio server virtuale, avviare quanti rig desiderano e scalare la classifica dei miner.
I migliori giocatori ricevono airdrop di token di alto profilo come Bonk ($BONK) e Pepe ($PEPE), una strategia che aggiunge ulteriore valore competitivo.
Il gioco integra anche meccanismi di referral, protezioni anti-bot e soprattutto un rilevante sistema di burn: fino al 70% dei token utilizzati per migliorare i rig viene distrutto, riducendo l’offerta circolante e incrementando la potenziale scarsità del token.
Per acquistare $PEPENODE e iniziare a partecipare alla piattaforma basta visitare il sito ufficiale di PepeNode e collegare un portafoglio compatibile come Best Wallet. Il token può essere acquistato tramite USDT, ETH oppure direttamente con carta di credito.
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