Il prezzo del petrolio torna a salire per il secondo giorno consecutivo, sostenuto dai dati sulle scorte statunitensi che hanno registrato un calo oltre le attese.
📈 Rialzo dei prezzi
Nelle prime ore di contrattazioni europee, il Brent si attesta oltre i 92 dollari al barile, con un incremento di circa l’1,2%, mentre il WTI americano supera quota 89 dollari, segnando un +1%.
La spinta arriva dall’ultimo report dell’Energy Information Administration (EIA), che ha certificato una riduzione significativa delle scorte di greggio negli Stati Uniti, principale mercato mondiale.
🔎 Cosa significa per il mercato
Il calo delle scorte suggerisce una domanda più robusta del previsto, in un contesto in cui l’offerta resta vincolata da tagli produttivi concordati dall’OPEC+ e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Gli analisti sottolineano che la combinazione tra domanda resiliente e offerta limitata mantiene il mercato petrolifero in una fase di relativa tensione, con prospettive di prezzi elevati anche nel breve termine.
🌍 Impatti globali
Il rialzo del greggio non riguarda solo i mercati energetici, ma si riflette anche su:
- Inflazione globale, con possibili effetti rialzisti soprattutto in Europa.
- Costi di trasporto e logistica, che tendono ad aumentare in parallelo ai prezzi del carburante.
- Settore energetico in borsa, dove i titoli legati al petrolio e al gas beneficiano della fase positiva.
🔮 Prospettive
Gli investitori guardano ora ai prossimi dati macroeconomici USA e alle mosse della Federal Reserve, per capire se il prezzo del petrolio potrà stabilizzarsi sopra quota 90 dollari o se assisteremo a nuove correzioni.