La recente riforma Cartabia introduce cambiamenti importanti anche in materia di assegno di mantenimento, mirati a rafforzare la protezione del creditore familiare e rendere più efficace l’azione in caso di morosità. Di seguito le modifiche chiave e le implicazioni pratiche.
Cosa cambia con la riforma Cartabia
- Maggiore efficacia esecutiva
Uno dei punti centrali della riforma è la previsione di meccanismi che accelerano l’azione esecutiva nei confronti del debitore che non rispetta gli obblighi di pagamento dell’assegno. Le procedure potrebbero essere semplificate, riducendo tempi e ostacoli burocratici. - Sospensione automatica di diritti
Al debitore inadempiente si potranno applicare misure restrittive automatiche sui suoi diritti patrimoniali (ad esempio, sospensione di benefici o agevolazioni fiscali) finché il debito non sarà saldato o regolarizzato. - Incremento degli interessi
Potrebbe essere introdotto un tasso d’interesse maggiorato da applicarsi al debito non corrisposto, come deterrente e forma di compensazione per il ritardo. - Procedura “fast track” in casi urgenti
Quando la situazione del creditore (spesso il genitore affidatario o il figlio) è particolarmente urgente, la riforma consente interventi in tempi rapidi, anche con provvedimenti provvisori, prima che il processo ordinario si concluda. - Tutela del minore / beneficiario
Se il mantenimento riguarda minori o soggetti particolarmente vulnerabili, la normativa rafforza i presidi per evitare che il ritardo o il mancato pagamento compromettano l’istruzione, la salute o il benessere del beneficiario.
Impatti e criticità
- Più strumenti per il creditore: chi ha diritto all’assegno avrà maggiori garanzie di ottenere quanto spettante, anche in presenza di resistenza del debitore.
- Equilibrio con i diritti del debitore: va garantito che le misure restrittive non diventino punitive oltre il necessario, soprattutto nei casi in cui il debitore si trovi in difficoltà economica reale.
- Onere probatorio alleggerito: potrebbe esserci una ridefinizione degli oneri della prova, con possibilità maggiori per il creditore di dimostrare l’inadempimento senza ostacoli eccessivi.
- Necessità di una giustizia rapida: l’efficacia della riforma dipenderà molto dalla capacità del sistema giudiziario italiano di gestire in tempi brevi le nuove procedure.
Cosa fare in pratica
- Se sei creditore di un assegno di mantenimento, valuta con un avvocato la possibilità di attivare subito le nuove misure previste dalla riforma, specie in presenza di ritardi significativi.
- Tieni traccia di tutti i solleciti, comunicazioni, prove del mancato pagamento: saranno fondamentali per attivare l’esecuzione.
- Se sei debitore in difficoltà, valuta l’ipotesi di chiedere una revisione (in diminuzione) basata su mutamenti delle condizioni economiche, prima che le misure restrittive diventino irreversibili.