Il 2025 si chiude con un passaggio delicato nella galassia Del Vecchio–EssilorLuxottica.
Rocco Basilico, da anni figura di spicco nel gruppo e unico tra gli otto eredi ad avere un ruolo esecutivo in azienda, ha annunciato le proprie dimissioni da EssilorLuxottica a partire dal 1° gennaio 2026.
La notizia arriva in un contesto già complesso sul fronte dell’eredità Del Vecchio e della governance di Delfin, la holding che controlla la quota di riferimento in EssilorLuxottica e in altre partecipazioni strategiche del sistema finanziario italiano ed europeo.
Il passo indietro in EssilorLuxottica
Formalmente, la scelta viene presentata come una decisione personale: Basilico vuole dedicarsi a nuovi progetti imprenditoriali, in particolare negli Stati Uniti, dove da tempo ha il suo baricentro di vita e relazioni professionali.
Il suo profilo, però, va ben oltre il ruolo di manager “di passaggio”:
- è stato Chief Wearables Officer, guidando lo sviluppo degli smart glasses e dell’integrazione tra occhialeria e tecnologia;
- ha avuto un ruolo centrale nella partnership con Meta, considerata una delle mosse più innovative del gruppo sul fronte tech;
- ha ricoperto incarichi di vertice nella fascia alta del portafoglio marchi, contribuendo a rafforzare l’immagine di EssilorLuxottica nel segmento lusso e nel mercato nordamericano.
La sua uscita, quindi, segna una discontinuità sul fronte dell’innovazione, più che un terremoto immediato sulla governance formale. La divisione wearables è ormai strutturata e inserita nel quadro più ampio degli investimenti del gruppo in tecnologia, salute visiva e intelligenza artificiale applicata a prodotto, retail e servizi.
Il nodo della quota in Delfin
La vicenda professionale di Basilico non si può separare dal tema dell’eredità Del Vecchio.
Alla scomparsa del fondatore, la partecipazione in Delfin è stata suddivisa in otto quote uguali, ciascuna pari al 12,5%, intestate ai sei figli di Leonardo Del Vecchio, alla moglie Nicoletta Zampillo e allo stesso Rocco Basilico, figlio di Zampillo nato da un precedente matrimonio.
Per Basilico era stato previsto inizialmente un meccanismo di nuda proprietà, con l’usufrutto in capo alla madre. La successiva rinuncia all’usufrutto da parte di Zampillo ha rafforzato la posizione del figlio come azionista pieno, ma ha anche aperto interrogativi interpretativi sul piano giuridico e successorio.
Da qui sono nate tensioni interne tra gli eredi, in particolare sul tema dei diritti di voto legati alla sua quota e sulla possibilità di trasferire una parte della partecipazione a una nuova holding a lui riconducibile. È stato proprio questo progetto di riorganizzazione a far emergere in modo evidente le divergenze.
Il braccio di ferro sul trasferimento delle azioni
In una recente assemblea straordinaria di Delfin, convocata su iniziativa di Basilico, la proposta di trasferire una parte della sua quota in un veicolo lussemburghese controllato da lui è stata respinta dagli altri soci.
I punti sensibili, dal punto di vista della governance, sono stati principalmente tre:
- Regole statutarie
Lo statuto della holding prevede vincoli precisi sui trasferimenti di partecipazioni tra vivi, che richiedono l’autorizzazione assembleare. - Diritti di prelazione
Ogni movimento azionario interno o esterno può attivare diritti di prelazione a tutela degli altri soci, che vogliono evitare squilibri o nuovi centri di potere poco controllabili. - Interpretazione successoria
La piena titolarità della quota intestata a Basilico continua a essere oggetto di letture differenti tra gli eredi e i rispettivi consulenti, con ricadute sui margini di manovra del diretto interessato.
Il risultato è un quadro di forte frizione interna, che rende evidente come la successione Del Vecchio, a distanza di anni, non sia ancora completamente “pacificata” sul piano degli equilibri di potere.
Impatti su Delfin ed EssilorLuxottica
Dal punto di vista economico-finanziario, la vicenda ha tre principali livelli di lettura.
1. Assetto proprietario di Delfin
Delfin resta il perno del controllo su EssilorLuxottica e su altre partecipazioni di peso (banche, assicurazioni, real estate). Ogni tensione tra gli eredi aumenta la complessità decisionale della holding, soprattutto su:
- strategie di lungo periodo
- alleanze industriali e finanziarie
- eventuali operazioni straordinarie sul portafoglio.
2. Governance industriale di EssilorLuxottica
In azienda la catena di comando ufficiale resta stabile, con una guida manageriale già consolidata e una struttura operativa forte.
L’uscita di Basilico:
- riduce la presenza diretta di un erede nell’operatività quotidiana del gruppo;
- sposta il baricentro della famiglia ancora di più sul ruolo di azionisti e di esponenti nei consigli, rispetto all’operatività tecnologica e di prodotto;
- pone la sfida di preservare lo slancio innovativo nella divisione wearables e nelle partnership tech senza il suo “sponsor” interno.
3. Percezione dei mercati
Per investitori e osservatori, il “caso Basilico” è un test sulla capacità del sistema Del Vecchio di:
- tenere separati i dossier famiglia–successione dalle scelte industriali;
- garantire una governance prevedibile e coesa in uno dei principali gruppi europei quotati;
- continuare a parlare al mercato con un’unica voce, anche in presenza di divergenze interne.
Finché le tensioni restano circoscritte a piani giuridici e familiari, l’impatto operativo può restare limitato. Un eventuale protrarsi o irrigidirsi del confronto, invece, potrebbe in futuro alimentare interrogativi sulla stabilità di lungo termine della cabina di regia.
Le prossime mosse
Per Rocco Basilico, il 2026 si apre come l’inizio di una nuova stagione: da un lato la ricerca di nuove opportunità imprenditoriali, dall’altro la necessità di definire in modo chiaro e stabile la propria posizione all’interno di Delfin.
Per Delfin ed EssilorLuxottica, la priorità sarà:
- gestire il dossier ereditario con equilibrio, evitando che i contrasti tra soci si traducano in instabilità percepita;
- consolidare il percorso di innovazione tecnologica e digitale intrapreso negli ultimi anni;
- confermare agli stakeholder una visione industriale di lungo periodo, che non dipenda dalle dinamiche interne alla famiglia.
In sintesi, le dimissioni di Basilico non sono solo l’uscita di un manager: sono il segnale di una fase di transizione delicata nella storia dell’impero Del Vecchio, in cui la sfida sarà trovare un punto d’equilibrio tra continuità, innovazione e nuove ambizioni individuali.