La nuova rottamazione quinquies entra nella prossima legge di bilancio con un impianto più rigoroso e sostenibile. La misura, che consente ai cittadini di regolarizzare i propri debiti con il fisco in modo agevolato, prevede piani di pagamento fino a 96 rate in 8 anni, l’eliminazione delle maxi-rate iniziali e una stretta sulle condizioni di decadenza.
Pagamenti più leggeri e distribuiti nel tempo
La principale novità riguarda la durata della dilazione: otto anni complessivi, con rate mensili di importo costante. Non ci saranno più maxi-rate iniziali che, nelle precedenti edizioni, concentravano gran parte del debito nei primi mesi, rendendo spesso insostenibile il pagamento per molti contribuenti.
L’obiettivo è favorire l’adesione mantenendo la misura economicamente equilibrata: rate più leggere e tempi più lunghi dovrebbero ridurre il rischio di abbandono dei piani di rientro e garantire un recupero costante nel medio periodo.
Stop ai “furbetti” e criteri di accesso più severi
Il nuovo piano mira anche a limitare gli abusi. Saranno infatti esclusi i cosiddetti “rottamatori seriali”, cioè coloro che hanno aderito più volte alle precedenti sanatorie senza poi completare i versamenti.
Potranno invece rientrare nella misura coloro che, pur essendo decaduti, intendono riprendere un piano di pagamento regolare: per questi ultimi è previsto un periodo di otto anni, più lungo rispetto alle dilazioni ordinarie.
Decadenza: tolleranza ridotta
Uno dei punti più delicati riguarda la decadenza. In caso di mancato pagamento, il contribuente perderà i benefici dopo due rate non versate, anche non consecutive. Si tratta di una regola più rigida rispetto al passato, quando la soglia di tolleranza arrivava a otto rate.
La ratio è scoraggiare comportamenti opportunistici e garantire maggiore serietà negli impegni presi con l’erario.
Possibile acconto per i debiti più alti
Tra le ipotesi ancora al vaglio, l’introduzione di un anticipo del 5% per i carichi fiscali più elevati, in modo da rendere immediato un primo gettito e filtrare le adesioni di chi non ha reali intenzioni di saldare. Tuttavia, parte della maggioranza spinge per una versione senza acconti, per semplificare le procedure e favorire la partecipazione più ampia possibile.
Chi può aderire e cosa è escluso
La rottamazione quinquies si applicherà ai carichi affidati alla riscossione entro il 31 dicembre 2023, con la possibilità di estendere la finestra anche all’anno successivo. Restano escluse sanzioni penali, danni erariali e restituzioni di aiuti di Stato.
Bilancio e obiettivi
Dalla prima edizione del 2016, le varie forme di rottamazione hanno permesso di recuperare circa 38 miliardi di euro su oltre cento potenziali, ma quasi la metà degli aderenti è decaduta prima del termine.
Per questo la nuova versione punta a un approccio più realistico: meno generosità, ma più sostenibilità nel lungo periodo.
La sfida ora sarà trovare un equilibrio tra esigenze di bilancio e sostegno ai contribuenti in difficoltà, trasformando la rottamazione quinquies da semplice “sanatoria” a vero strumento di responsabilità fiscale.