La CNE-Federimpreseuropa, per voce della Presidente Nazionale Mary Modaffari, esprime forte preoccupazione per il crescente ricorso agli scioperi, soprattutto quando non sostenuti da motivazioni concrete e documentabili. Una pratica che, se non gestita con senso di responsabilità, rischia di compromettere la tenuta economica del Paese e di aggravare i disagi della popolazione.
“Il diritto allo sciopero è sancito dalla Costituzione e deve essere tutelato,” dichiara Modaffari. “Tuttavia, questo diritto non può trasformarsi in uno strumento che danneggia imprese, lavoratori e cittadini. Ogni proclamazione dovrebbe tenere conto dell’impatto sull’economia e sulla vita quotidiana.”
Le conseguenze sulle piccole e medie imprese
Le PMI, che rappresentano il cuore del sistema produttivo italiano, sono le prime a subire gli effetti negativi degli scioperi non mirati. Ogni giornata di fermo si traduce in:
- perdite economiche dirette per la mancata operatività,
- interruzioni nelle catene di approvvigionamento,
- difficoltà a rispettare contratti e scadenze,
- danni reputazionali con partner internazionali,
- costi aggiuntivi per la riorganizzazione dei servizi.
“Le piccole imprese non hanno i margini delle grandi corporation,” avverte Modaffari. “Ogni blocco rischia di trasformarsi in chiusure aziendali e licenziamenti, con effetti devastanti sull’occupazione e sulla competitività.”
I disagi per lavoratori e cittadini
L’impatto non riguarda solo le imprese, ma l’intera collettività:
- lavoratori impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro,
- famiglie costrette a riorganizzare impegni con costi extra,
- studenti penalizzati nella frequenza scolastica e universitaria,
- cittadini privati di servizi essenziali,
- sistema sanitario sotto pressione in caso di blocchi nei trasporti.
“Non possiamo accettare che il diritto di pochi diventi il disagio di tutti,” ribadisce la Presidente.
Le richieste della Confederazione
La CNE-Federimpreseuropa propone un approccio più equilibrato che coniughi diritto di protesta e tutela dell’economia, indicando sei priorità:
- Responsabilità nelle proclamazioni, con verifiche preventive sulle reali motivazioni.
- Dialogo sociale tra le parti prima di ricorrere a forme estreme di protesta.
- Tutela delle PMI, con misure per limitare i danni economici.
- Garanzia dei servizi essenziali, da ampliare e applicare in modo rigoroso.
- Trasparenza nelle rivendicazioni, supportate da dati verificabili.
- Valutazioni preventive d’impatto economico su PIL, occupazione e competitività.
Crescita, stabilità e fiducia
“La priorità dell’Italia deve essere la crescita economica e la stabilità sociale,” conclude Mary Modaffari. “Gli scioperi privi di basi solide minano questi obiettivi e colpiscono proprio chi dovrebbe essere protetto: imprenditori, lavoratori e cittadini. È il momento di agire con responsabilità e visione, nell’interesse generale del Paese.”
Con questa presa di posizione, la CNE-Federimpreseuropa intende sollecitare istituzioni e parti sociali a un confronto costruttivo, promuovendo una cultura di civiltà economica che metta al centro le esigenze di imprese, famiglie e comunità.