A luglio 2025 l’Italia ha registrato un surplus commerciale di 7,9 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 6,8 miliardi dello stesso mese del 2024. Le esportazioni sono cresciute del 7,3%, mentre le importazioni hanno segnato un +6,1%. Numeri che confermano la solidità del Made in Italy, ma con differenze significative tra i vari comparti.
📈 I settori in crescita
- Meccanica e macchinari industriali
Trainano l’export italiano, grazie alla forte domanda da Germania, Stati Uniti e Asia. La transizione green e digitale spinge la richiesta di impianti tecnologici e apparecchiature ad alta efficienza. - Agroalimentare e vino
Continuano a crescere, con +8% annuo. Vini, pasta e prodotti tipici restano molto richiesti soprattutto in Nord America e Asia. La qualità e il brand Made in Italy si confermano un vantaggio competitivo. - Moda e lusso
Settore in ripresa dopo la frenata del 2024, con un +6%. Borse, abbigliamento e calzature beneficiano del ritorno dei consumi in Cina e negli Stati Uniti. Tuttavia, l’euro forte potrebbe pesare sui margini nei prossimi mesi. - Farmaceutico e biomedicale
Crescita a doppia cifra (+12%). L’Italia è ormai hub europeo per la produzione farmaceutica, con export trainato soprattutto dai mercati UE.
📉 I settori in difficoltà
- Automotive
Nonostante alcuni segnali di stabilizzazione, il settore resta sotto pressione (-2% annuo). La transizione all’elettrico procede a rilento e la concorrenza asiatica pesa sulla competitività delle case italiane. - Energia
Le importazioni di gas ed energia elettrica, ancora elevate, riducono il saldo positivo complessivo. La volatilità dei prezzi globali penalizza il settore. - Arredo e design
In calo leggero (-1%), soprattutto nei mercati extra-UE. La domanda interna resta solida, ma il settore soffre le oscillazioni valutarie e la concorrenza di player internazionali.
🌍 Geografie chiave
- Europa: resta il principale mercato, con la Germania in testa come partner commerciale.
- Stati Uniti: forte crescita per agroalimentare, moda e macchinari.
- Asia: segnali positivi dalla Cina per il lusso e dai Paesi ASEAN per il farmaceutico.
✅ Conclusione
Il surplus commerciale italiano conferma la forza del Made in Italy, ma i risultati non sono uniformi. Meccanica, farmaceutico e agroalimentare trainano l’export, mentre automotive ed energia restano i punti deboli. La sfida dei prossimi mesi sarà mantenere competitività in un contesto di euro forte e domanda globale incerta.