La Financial Conduct Authority (FCA) del Regno Unito ha introdotto nuove misure che hanno radicalmente velocizzato il processo di approvazione per le imprese crypto. Secondo il Financial Times, i tempi medi per ottenere la registrazione sono scesi da circa 17 mesi a poco più di 5 mesi, un cambiamento che segna un punto di svolta per il settore fintech britannico.
Un cambio di passo storico
Negli ultimi cinque anni, meno del 15% delle domande veniva approvato, rendendo Londra un contesto poco favorevole per startup e operatori del mondo crypto. Oggi, invece, il tasso di approvazione è salito al 45%, segnale di un clima più aperto all’innovazione.
L’accelerazione è frutto di una revisione dei processi interni e di un aumento del personale dedicato alle richieste, oltre che di un dialogo più stretto tra regolatori e operatori del settore.
Perché conta per il mercato
Il Regno Unito punta a riaffermarsi come hub globale della finanza digitale, in competizione con Stati Uniti, Singapore e Unione Europea. Una maggiore apertura verso le aziende crypto potrebbe attrarre nuovi capitali, favorire l’innovazione e consolidare la leadership di Londra come piazza finanziaria internazionale.
Al tempo stesso, la FCA ribadisce che i criteri di sicurezza e compliance restano centrali: le imprese dovranno comunque dimostrare solidità nelle procedure di antiriciclaggio (AML) e nella protezione dei consumatori.
Impatti per l’Italia e l’Europa
Il nuovo approccio britannico potrebbe avere conseguenze anche per l’Unione Europea, dove la regolamentazione MiCA è entrata in vigore ma con iter ancora frammentati tra gli Stati membri. Un Regno Unito più agile e attrattivo rischia di sottrarre startup e talenti fintech all’Europa continentale.