Dalla ricerca al mercato: è questa la sfida del nuovo Foodtech Incubator, il programma nazionale lanciato dal Verona Agrifood Innovation Hub (VAIH) per trasformare le migliori ricerche universitarie, spin-off e idee early-stage in startup agroalimentari ad alto potenziale.
L’iniziativa nasce per colmare un gap strutturale del Paese: in Italia solo il 15% delle tecnologie nasce in ambito accademico, mentre oltre il 76% si sviluppa all’interno delle startup. Con l’incubatore, VAIH punta ad accelerare il tech transfer, accompagnando i progetti embrionali dal laboratorio al mercato.
Un network nazionale di eccellenza
Il Foodtech Incubator è il frutto della collaborazione tra Eatable Adventures – tra i principali acceleratori foodtech a livello globale – e un gruppo di partner istituzionali e industriali come Fondazione Cariverona, UniCredit, Comune di Verona, Veronafiere, Confindustria Verona, Università di Verona, VASONGROUP e Mulino Padano. Da oggi, la rete si rafforza ulteriormente con l’ingresso dell’Università di Padova, partner accademico di riferimento internazionale.
A supporto del programma ci sono anche CREA, Federalimentare, CNR, Confagricoltura Verona e un network scientifico che garantisce competenze avanzate e un collegamento diretto con il mondo della ricerca.
La Call4Projects
Il bando, aperto dal 23 settembre 2025, selezionerà fino a 10 idee innovative che, dopo un bootcamp iniziale, intraprenderanno un percorso ibrido tra workshop, mentorship e sessioni 1:1. L’obiettivo è trasformare i progetti early-stage in startup pronte ad attrarre investitori e partner industriali. Il percorso si concluderà a febbraio 2026 con un DemoDay nazionale, vetrina per presentare le soluzioni sviluppate a imprese, istituzioni e venture capitalist.
Le aree chiave su cui candidarsi:
- Agricoltura innovativa
- Ingredienti & prodotti next-gen
- Economia circolare & upcycling
- Biotech & nuovi processi produttivi
- Deep Tech per la filiera agroalimentare
Perché è strategico?
Il comparto agroalimentare italiano ha raggiunto un valore di 75 miliardi di euro nel 2024, ma deve affrontare sfide cruciali: digitalizzazione, cambiamenti climatici, nuove abitudini alimentari ed equilibrio tra salute e sostenibilità.
«Foodtech Incubator rappresenta l’evoluzione naturale del nostro modello di successo – afferma Filippo Federico, Ecosystem Manager del VAIH –. Da Verona portiamo l’esperienza a livello nazionale, trasformando la ricerca in imprese concrete e rafforzando la leadership del Made in Italy agroalimentare nel mondo».
Verso una rete nazionale
Dopo il consolidamento a Verona e nel Triveneto, il progetto sarà replicato in altri poli strategici italiani, accompagnando l’intera filiera verso soluzioni più digitali, sostenibili e interconnesse.