Il ritiro degli short seller da MicroStrategy potrebbe segnare la fine del mercato ribassista sui titoli del Tesoro Bitcoin. Dati, valutazioni e segnali suggeriscono un possibile cambio di sentiment nel settore delle società con BTC in bilancio.
Il segmento azionario delle società che detengono Bitcoin come asset di tesoreria potrebbe trovarsi vicino a una fase di inversione.
Dopo mesi di pressione ribassista sui prezzi, una dichiarazione significativa proveniente dal fronte degli investitori istituzionali suggerisce che la tendenza potrebbe indebolirsi.
James Chanos, fondatore della società di investimento Kynikos Associates, ha infatti annunciato di aver chiuso la propria posizione short su MicroStrategy (MSTR), la più grande azienda al mondo per quantità di Bitcoin detenuti in bilancio, oltre a chiudere simultaneamente una posizione long su Bitcoin (BTC), scambiato recentemente intorno ai 106.076 dollari.
Secondo Pierre Rochard, CEO di The Bitcoin Bond Company, questo segnale potrebbe rappresentare l’inizio della fine del ciclo ribassista sui cosiddetti “titoli del Tesoro Bitcoin”. «Il mercato ribassista sta gradualmente giungendo al termine», ha dichiarato.
La valutazione di MicroStrategy e il ridimensionamento del premio implicito
Chanos ha spiegato che le azioni di MicroStrategy hanno perso circa il 50% rispetto ai massimi raggiunti nel 2025, mentre il valore patrimoniale netto di mercato (mNAV) della società è calato a 1,23x. Questo rapporto era prossimo a 2,0x nel luglio 2025.
In queste condizioni, sostiene Chanos, risulta “prudente coprire la posizione short”, dato che il premio implicito della società, ossia la differenza tra il valore aziendale complessivo e il valore dei suoi 641.205 BTC in riserva, è sceso da circa 70 miliardi di dollari a luglio a 15 miliardi di dollari. Ciò indicherebbe che MSTR potrebbe ora essere valutata in modo più coerente con i propri fondamentali.
Chanos ha però aggiunto che una compressione ulteriore del mNAV è ancora possibile, soprattutto qualora MicroStrategy decidesse di emettere nuove azioni ordinarie, strategia già adottata in passato per finanziare l’acquisto di Bitcoin. Nonostante questo, «la tesi si è ampiamente dimostrata valida», ha affermato.
Il calo non ha riguardato solo MicroStrategy. Secondo analisi di mercato, molte delle circa 200 società quotate che detengono Bitcoin nei propri bilanci hanno subito forti riduzioni di capitalizzazione negli ultimi mesi, alimentando dubbi tra gli analisti sulla sostenibilità delle strategie di tesoreria basate su Bitcoin.
MicroStrategy resta comunque il caso più evidente, con la capitalizzazione scesa da 122,1 miliardi di dollari a luglio a 69,5 miliardi di dollari.
In Giappone, Metaplanet, considerata uno dei titoli più performanti della Borsa di Tokyo nel primo semestre del 2025, ha registrato una contrazione del 56% dal 21 giugno. Altre società, invece, sono state costrette a liquidare parte delle proprie riserve in BTC per onorare debiti e posizioni a margine.
Uno dei fattori che ha contribuito al clima ribassista è stato lo shutdown del governo statunitense, che ha rallentato la liquidità e aumentato l’incertezza macroeconomica. Tuttavia, secondo quanto riportato da vari media negli Stati Uniti, il Senato avrebbe raggiunto un accordo per approvare un pacchetto di bilancio volto a porre fine allo shutdown.
Subito dopo la diffusione delle notizie, il prezzo di Bitcoin è rimbalzato del 2%, raggiungendo 106.430 dollari entro 50 minuti.
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