L’agriturismo si conferma uno dei pilastri più dinamici del turismo italiano e punta a sfiorare i 2 miliardi di euro di valore nel 2025. La fotografia arriva dall’Osservatorio AgrieTour alla vigilia della 23ª edizione del Salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale, in programma ad Arezzo Fiere (14–16 novembre).
Numeri chiave del comparto
- 26.169 imprese agrituristiche attive (+): l’81% offre alloggio per circa 303.000 posti letto.
- Ristorazione: 13.023 aziende con una capacità stimata di 535.000 coperti.
- Domanda: 5,1 milioni di arrivi stimati per il 2025; forte crescita dello straniero (+100% nell’ultimo decennio), con mercati top Germania, Francia, Paesi Bassi, USA, Svizzera.
- Giro d’affari 2024: >1,6 miliardi €, traiettoria 2025 verso ~2 miliardi €.
Toscana capofila con circa 5.800 strutture, ma crescono anche Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo, Marche, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e Puglia (quest’ultima in forte accelerazione).
Perché piace (anche agli investitori)
La value proposition è chiara: tranquillità, cibo locale, paesaggi, tradizioni e esperienze autentiche. L’offerta si arricchisce con degustazioni, fattorie didattiche, attività outdoor e culturali, filiere corte e percorsi di sostenibilità. Il settore mostra destagionalizzazione (soggiorni distribuiti oltre l’estate) e durata media in aumento, con prevalenza di famiglie (68%) e quote estere ~25% in crescita.
Le criticità: personale qualificato scarso e costi di gestione in aumento.
L’evento: AgrieTour e la borsa dell’agriturismo
Ad Arezzo Fiere tornano la borsa dell’agriturismo (unica in Italia) con >100 tour operator da 22 Paesi e ~400 strutture in agenda B2B. “L’innovazione nel turismo rurale non è un cambio di stile, è un’evoluzione del modo di ospitare, raccontare, connettere” osserva Ferrer Vannetti, presidente di Arezzo Fiere e Congressi. “Strumenti digitali semplici, tecnologie intelligenti, soluzioni che aiutano a fare meglio senza snaturare i luoghi”.
Agri@Innovation: AI e innovazione “reale”
Il main topic 2025 è “Agri@Innovation – Intelligenza Artificiale e Innovazione Rurale Reale!”:
- format master, sessioni formative e demo su pricing dinamico, channel management, reputation & review intelligence, automazione operativa, marketing esperienziale, tracciabilità e sostenibilità;
- soluzioni per agricoltura di precisione, energie rinnovabili in fattoria, efficienza idrica e riduzione degli sprechi in cucina e ospitalità.
Passioni in Fiera (15–16 novembre): leva di domanda locale
In contemporanea, la due-giorni “Passioni in Fiera” punta su artigianato, hobbistica, green & outdoor e made in Italy. Per Vannetti è un “doppio evento” che avvicina famiglie e community ai temi di natura, sostenibilità e creatività, alimentando l’indotto territoriale.
Outlook 2025: cosa aspettarsi
- Ricavi: traiettoria verso ~2 miliardi €, spinta da incoming e spesa media esperienziale.
- Investimenti: focus su talent & training, efficienza energetica, canali diretti e pack esperienziali (cantine, borghi, cammini).
- Policy & governance: utili strumenti per mitigare stagionalità, sostenere upskilling e ridurre il costo del lavoro nelle aree interne.
Takeaway per operatori e stakeholder
- Diversificare i ricavi: ristorazione, degustazioni, attività guidate, wellness rurale.
- Digitalizzare il commerciale: CRM, rate intelligence, direct booking con contenuti editoriali locali.
- Alleanze di filiera: cantine, consorzi, parchi, cammini, borghi—per pacchetti ad alto valore.
- Sostenibilità misurabile: energia, acqua, rifiuti, food waste; certificazioni come asset reputazionale.
- Formazione: lingue, ospitalità esperienziale, revenue management, AI per micro-PMI.
Conclusione. L’agriturismo consolida il suo ruolo di motore dell’incoming lento e sostenibile, capace di coniugare redditività e presidio dei territori. Con la spinta dell’innovazione “utile” e le sinergie tra filiere, il traguardo dei 2 miliardi nel 2025 è più vicino.